Il mondo dei videogiochi è sempre stato accostato a episodi di violenza o raptus di follia, portando la gente a credere che le due cose fossero collegate.

Nonostante si siano effettuati degli studi a riguardo, i quali hanno sempre, in un certo senso, difeso i videogiochi, i mass media e l'informazione in generale non può non collegare episodi di violenza con i videogiochi.

Secondo un recente studio condotto dall'università di Montreal, in Canada, sembra però ci sia una correlazione tra i first person shooter e i danni celebrali.

Lo studio è stato fatto su 97 soggetti (51 maschi e 46 femmine), i quali hanno dovuto giocare per 90 ore complessive a titoli come Call of Duty, Borderlands e Killzone.

Dopo aver giocato questi tre giochi, gli scienziati hanno rilevato una notevole diminuzione della materia grigia nei soggetti, rispetto ad altri soggetti che non hanno giocato ai suddetti titoli.

I ricercatori hanno potuto affermare che giocando agli FPS si aziona l' "autopilota" di una porzione del cervello, la quale permette all'ippocampo di diminuire le sue dimensioni e questo, con il tempo, può portare a perdita di memoria, depressione e schizofrenia.

Nonostante tutto questo possa allarmare, gli scienziati hanno dichiarato di non trarre conclusioni affrettate in quanto si tratta di un singolo test effettuato su pochi partecipanti.

Prima di poter affermare che gli FPS possano realmente nuocere alla salute, bisogna che vengano effettuati ulteriori test.