Hellblade: Senua's Sacrifice è il tipo di gioco che potreste odiare così come amare davvero tanto. È polarizzante. È come un barattolo di marmite, uno di quelli che vi incoraggerei a provare da soli senza informarvi prima. Non c'è alcuna HUD, non ci sono tutorial, non ci sono punti nei combattimenti in cui il gioco va in pausa e compare un overlay amichevole di grande aiuto che recita: "PASTELLA QUESTO TIZIO". Dovrete capire tutto da soli. Ma voi, e Senua, non siete mai da soli. Tutte le mosse di Senua vengono commentate da un mare di voci, a volte sussurrano, a volte urlano, a volte sono d'aiuto e altre sono cattive.

"Lei deve guardare! Lei deve usare i suoi occhi!". Aha. E, sentendo ciò, vi ritrovate ad armeggiare con il controller per capire quale pulsante possa aiutare Senua a concentrarsi mentre guarda qualcosa. Possono mentire, e possono dire la verità. "Cosa sta facendo? Sta andando nella direzione sbagliata". Lo state facendo davvero? Forse. E, infatti, è possibile - com'è stato già discusso in rete - che il gioco stesso vi stia mentendo, in una maniera che non è ancora stata chiarita del tutto: nei pressi dell'inizio, Hellblade vi dice che ha un sistema di permadeath e, mentre alcuni sono certi che sia solo un bluff per creare tensione, altri credono ancora che sia vero.

Nei combattimenti, a volte una voce griderà: "Dietro di te!" o "Attenta!", e alzerete la spada per fare una buona guardia (una volta che avrete capito quale pulsante lo faccia, almeno). Queste voci sono registrate binauralmente, quindi sembrerà che arrivino da direzioni diverse, dall'esterno, specialmente quando indosserete le cuffie. Mormoreranno nel vostro orecchio sinistro, urleranno nel vostro orecchio destro. Non sono nella testa di Senua, sono parte della sua realtà (e il gioco non vi dirà mai "Aha! Era tutta un'allucinazione", perché questa è la realtà di Senua, e quindi dev'essere anche la nostra). È un peccato che i sottotitoli non diano un'esperienza simile: avrebbero potuto usarli molto più creativamente rispetto all'uso standard (in cima allo schermo o sul fondo) che ne fa Hellblade.

hellblade

Alcune delle voci che accompagnano Senua assumono la forma di persone che ha incontrato, un mix di rimembranze e nuovi pensieri: Druth, un ex schiavo che le ha raccontato tutto sulle divinità dei Nordici, fin quando lei non ha potuti vederli di persona; Dillion, il suo amante,  che sapeva come calmare le voci e le aveva detto che lei vedeva soltanto il mondo in un modo diverso; Shadow, l'incarnazione della convinzione di Senua di essere maledetta e contaminata dall'oscurità, una convinzione impiantata nella sua mente durante i suoi anni più formativi. Tutte offrono la propria guida nel corso del viaggio di Senua.

Senua, una guerriera celtica, ha una missione. Deve trovare l'anima del suo amante e salvarla dall'inferno dei Nordici, i razziatori vichinghi che hanno messo a ferro e fuoco la sua casa. Deve attraversare il fiume e attraversare il cancello di Hel (la dea dei morti, una gigantessa mezza decomposta con gli occhi neri, la figlia di Loki). Senua affronta delle sfide che le ricordano quelle che affrontava nella vita reale e, attraverso le sfide e le voci che le ricordano delle cose che ha visto in passato, scoprirete i traumi che ha dovuto affrontare, ingigantiti dai suoi problemi mentali e dalla mancanza di comprensione di questi problemi da parte degli altri. Ninja Theory ha trattato la materia con grande cura, raccogliendo input da psicologi e persone che hanno provato la psicosi, per darne un'esperienza quanto più fedele possibile. Le battaglie più dure sono combattute nella mente, dice Dillion, anche se Senua ha anche battaglie di tipo fisico.

Il combattimento in sé è fluido e veloce, e richiede una certa sperimentazione da parte vostra per apprendere che ora è il momento di schivare, quella combinazione porterà ad un attacco concatenato, e quando affrontate questo particolare nemico dovete prenderlo da dietro o ai fianchi perché se lo attaccherete dall'alto vi lancerà sopra la sua testa sul suo scudo. I combattimenti sono abbastanza rari, ma quando ce ne sono ne arrivano ad ondate, con combinazioni di diversi tipi di nemici e in diverse quantità, ciascuna una rappresentazione di gente barbara, a torso nudo, con maschere fatte d'ossi, che urla in una lingua che Senua non comprende. Dovrete abituarvi al loro ritmo, capire le mosse dei vostri nemici, perché Senua ha un'attitudine naturale nel vedere il flusso della battaglia, e quando sbaglia un passo comincia a perderlo.Ed è quello il momento in cui le voci iniziano a dirsi tra di loro che lei è ferita, i suoi nemici sono più veloci, e che lei non è abbastanza forte.

hellblade

Altre volte Senua incontra dei puzzle. Molti possono essere risolti con un po' di platforming per trovare la giusta prospettiva (anche se le abilità di Senua in questo senso sono inconsistenti: può arrampicarsi fino ad alcune sporgenze ma non riesce a saltare delle rocce piatte di medie dimensioni). I cancelli di Hel sono bloccati con delle rune, e trovando le rune nel mondo intorno a sé Senua può aprirli. La protagonista vede può seguirne le tracce, anche se le voci le diranno che le rune non servono e che lei non capisce nemmeno cosa significhino.

Hellblade è stranamente amabile negli orrori che Senua vede, e la malinconia - le navi distrutte su una spiaggia grigio metallo - che riflette quella psicosi può manifestarsi come colore e bellezza. Senua vede l'ondata di cadaveri che Druth le aveva descritto e scappa via da una bestia enorme nel cuore oscuro di una montagna. Combatte in una foresta carbonizzata piena di cenere e cadaveri anneriti, e in un'altra piena di illusioni, ossa e piume di corvi. Ad un certo punto, è possibile fare queste cose in un ordine leggermente diverso: per esempio, Druth vi dirà di usare qualcosa che avrete già usato. Un piccolo ma notevole cavillo, ma anche un anello extra in una catena fatta altrimenti benissimo, capace di spingerti fino alla fine, loop dopo loop, ad una conclusione che finalmente aiuta a comprendere l'inizio.

Hellblade è inflessibile. "Non ho mai descritto questo gioco come divertente", disse qualche tempo fa il creative director di Ninja Theory Tameem Antoniades. Perché, ovviamente, non essere divertente non è incompatibile con l'essere molto, molto buono. Hellblade: Senua's Sacrifice è bellissimo, sconfortante e avvincente. Potrebbe sfidare ciò che vi piace dei videogiochi, ma la sfida è una cosa buona. Vi farete del male se non lo proverete.