Nato a Roma solo un paio di anni fa, più precisamente nel 2015, il team Caracal Games prende il via grazie alla forte passione verso il videogioco di tre ragazzi, decisi più che mai a lanciare sul mercato prodotti che spiccassero innanzitutto per la loro carica creativa, piuttosto che per la capacità di ispirarsi a titoli preesistenti.

Primo frutto di questa linea di pensiero è Downward, un ambizioso titolo a mondo aperto ambientato in un suggestivo Medioevo post-apocalittico, a conti fatti una sorta di ibrido tra il ben noto Prince of Persia e l’altrettanto celebre Mirror’s Edge di Electronic Artas.

Questi, dopo una lunga fase in accesso anticipato su Steam, è finalmente giunto su Steam nella sua versione completa da appena una manciata di giorni. Insomma, nato a tutti gli effetti come un “secondo lavoro”, il ruolo di sviluppatore di videogiochi ha assunto sempre più i tratti di un vero e proprio impiego a tempo pieno per i membri del team Caracal.

Non che questo sia un male, chiaramente.

Un mondo a perdita d’occhio.         

Partiamo però dal principio: in un solo mese dall’inizio della produzione del gioco, Downward è stato immediatamente notato dal pubblico grazie a un teaser (della durata di meno di un minuto) nel quale si potevano già ammirare le potenzialità del progetto.

La campagna di finanziamento del progetto fu quindi consequenziale, visto che nell’arco di poco più di una settimana l’opera prima dei Caracal Games aveva già preso il largo verso una salita inevitabile che avrebbe poi portato al rilascio ufficiale su Steam, avvenuto solo alcuni giorni fa.

Ciò è stato possibile grazie anche a un costante contatto con la community, il cui interesse sempre crescente verso un gioco dall’inaspettata personalità e carattere - cosa rara nel panorama videoludico odierno, specie per quanto riguarda i progetti embrionali delle case di sviluppo indipendenti – ha permesso che ciò avvenisse naturalmente, senza forzature.

E Downward, fortunatamente, è capace di distinguersi sin dal primo minuto di gioco: risvegliarsi senza memoria, in un mondo sconosciuto, con una suadente voce che ci incoraggia ad alzarci per scoprire quanto prima il mistero tre manufatti antichi, per un’avventura che unisce esplorazione, stupore per le ambientazioni e una narrazione coinvolgente.

Il parkour sarà ovviamente l’elemento cardine dell’intera esperienza: potremo infatti effettuare del Wall Run sulle pareti di roccia, oppure saltare su piattaforme sospese in aria, magari create appositamente da noi. Se soffrite di vertigini, questo non è certamente il gioco che fa per voi.

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Quando una piattaforma non basta.

Chiaramente, man mano che avanzeremo nel corso dell’avventura, il parkour potrà essere potenziato con abilità extra, inclusa la possibilità di assumere letteralmente il controllo dei pianeti del firmamento, stravolgendo così la storia e l’intera ambientazione.

Downward si pone quindi di offrire un contesto di gioco e un’ambientazione realmente unici e il risultato ottenuto è davvero ben oltre ogni più rosea aspettativa, considerando che si tratta di un progetto nato quasi per gioco e divenuto, mese dopo mese, una vera e propria sfida per il piccolo team di sviluppo romano.

Questo perché per una casa emergente non basta proporre un concept che piaccia, bensì serve qualcosa che funzioni e che resti impressa nella mente del pubblico. Già alla scorsa Milan Games Week avevamo potuto saggiare le potenzialità del gioco, rimanendone piacevolmente sopresi e fortunatamente le buone sensazioni sono rimaste pressoché intoccate sino al rilascio della versione finale.

Comunicare il proprio attaccamento a un progetto è il punto cardine a cui Caracal Games non ha mai smesso di aggrapparsi, nonostante i lavori del titolo siano stati contraddistinti da un certo riserbo e ben pochi proclami. Ma in un certo senso, è stato meglio così: la sorpresa di trovarsi dinanzi agli occhi un prodotto vibrante e originalissimo sotto numerosi aspetti, ha permesso a Caracal di ambire agli onori della cronaca.

Meritatamente. Non resta quindi che sperare che concept altrettanto originali vengano presto presi in considerazione da questo piccolo gruppo di lavoro con base a Roma. Nell’attesa, è tempo di immergerci nel Medioevo post-apocalittico di Downward.