Era il lontano 2002 quando Kingdom Hearts ha fatto capolino nel mondo videoludico per la prima volta. Le vendite del primo capitolo superarono di gran lunga le aspettative e, pochi anni dopo, il sequel ottenne gli stessi risultati, decretando il successo internazionale della saga.

Tra prequel, sequel e spin-off sviluppati per varie console, però, ormai da anni il fandom della saga è permeato da un’aura di delusione e scontento. Da troppo tempo, infatti, si attende un capitolo corposo come Kingdom Hearts e Kingdom Hearts II.

In occasione dell’E3 del 2016, i cuori di milioni di videogiocatori hanno sussultato quando, al termine di un trailer, la scritta “Work in progress” ha spiazzato tutti.

È poi passato un anno tra continui rinvii e comparse sporadiche da parte di Square finché a giugno di quest’anno è stato pubblicato il trailer dell’orchestra, che portava con sé un’importante promessa: nuove informazioni ci avrebbero raggiunto il 15 luglio, in concomitanza con il Disney D23 Expo.

Dopo un teaser trailer incentrato sulla trama e uno che poneva l’accento sulla spettacolarità delle azioni del protagonista, il video presentato in sede di quest’ultimo evento, mostra finalmente qualcosa su uno dei mondi di gioco – quello di Toy Story, caldamente inneggiato dagli stessi fan – e fa trasparire ulteriori dettagli sullo stile di combattimento.

Il mondo di Woody e Buzz Lightyear, che decreta la prima apparizione di un film Pixar all’interno della saga, è stato fortemente voluto dal lead director Tetsuya Nomura. Sebbene la trama della narrazione videoludica sia del tutto slegata dai capitoli originali – come richiesto dalla stessa Pixar - la storyline sarà ambientata dopo Toy Story 2 e ci vedrà andare alla ricerca di Andy e di alcuni giocattoli misteriosamente scomparsi (apprenderemo che c’è lo zampino dell’organizzazione XIII, ben nota a chi si è già dilettato con i capitoli precedenti). Oltre alla stanza dello stesso Andy, da cui la nostra avventura avrà inizio, sarà possibile recarsi nel cortile (passando attraverso il tetto) e in un negozio di giocattoli pullulante di Hearthless.

Come accennato in precedenza, però, l’elemento che maggiormente ha scatenato il pubblico è stata l’ultima scritta mostrata, su schermo nero: Coming 2018. Dopo i rumor degli ultimi mesi che accusavano la produzione di essere in alto mare e prevedevano che il lancio sarebbe avvenuto nel 2019/2020, la società giapponese è riuscita a spiazzare tutti anche se, una parte di noi – quella ancora in un angolo a leccarsi le ferite dopo l’ennesimo falso allarme – non sa ancora se fidarsi o meno.

Square Enix e Disney ci hanno abituati ad una qualità non indifferente e il timore che dover cancellare qualcosa per evitare un eventuale rinvio, generi esso stesso un rinvio rappresenta un sospetto fondato. Non sappiamo quanti mondi siano stati effettivamente realizzati fino ad ora in quanto abbiamo visto qualcosa di corposo solo riguardo al Monte Olimpo e a Toy Story ma Nomura ha altresì annunciato nuove dinamiche di gioco, quindi, nuova carne al fuoco da rendere eccellente entro il 2018 (senza considerare lo sviluppo anche per Xbox One, che richiederà ulteriori, seppur graditi, sforzi).

Parliamo di un secondo personaggio giocabile oltre a Sora – i più probabili sono Roxas, Rikku e Kairi ma non escludiamo sorprese – e di un party che può comprendere fino a cinque personaggi. Per quanto riguarda quest’ultima feature, potrebbe non influire più di tanto su un eventuale rinvio ma, dover mostrare parte della narrazione da un diverso punto di vista mantenendo coerenza potrebbe richiedere diverso tempo, soprattutto qualora dovessero sopraggiungere degli intoppi.

Kingdom Hearts III
Giù dal tetto e via, verso l'infinito e oltre!

Anche qualora dovessimo decidere di ignorare le parole di Nomura e di basarci esclusivamente su quello a cui abbiamo assistito, non possiamo che apprezzare alcuni dettagli. Mentre il trailer dell’orchestra sembrava porre una sorta di patina dorata su qualcosa di già visto, quest’ultimo lascia trasparire il decennio di riflessioni ponderate al fine di affermare un titolo in linea con i precedenti ma, al contempo, al passo con i tempi (cosa non sempre scontata nel mondo videoludico).

L’interazione con il mondo che circonda Sora e compagni, ad esempio, appare più interattiva e dinamica. A differenza di Kingdom Hearts II, dove questo era già parzialmente visibile, la maggiore interattività non si presenta solo a livello di combattimento ma anche in altri frangenti (come la sopracitata possibilità di ampliare il party: se siamo in tre e due persone si vogliono unire al gruppo per aiutarci, che senso ha che qualcuno debba andarsene?).

Allo stesso modo, in una delle scene finali del trailer possiamo vedere Sora all'interno di un robot meccanico e, anche qui, assistiamo ad un esempio di interattività e dinamismo: Nomura, infatti, ha dichiarato che la scelta se salirvi o meno è in mano nostra e potremo scegliere in base al nostro peculiare stile di gioco.

Quello a cui abbiamo assistito, quindi, ci sorprende e ci lascia perplessi allo stesso tempo: se da un lato siamo estasiati dalla mole di contenuti e di migliorie che ci si pareranno d’innanzi, dall’altro il timore che il perfezionismo ci si ritorca ancora una volta contro è dietro l’angolo. E temo che le collection da pubblicare siano esaurite.