Vi era un tempo in cui i manicomi erano una triste realtà, nascosti agli occhi delle persone “normali”. Luoghi di perdizione e solitudine indefinita, in cui spesso e volentieri venivano consumate le più atroci sofferenze ai danni degli ignari pazienti, spesso portati in quei posti dai loro stessi genitori o figli, quasi fossero dei reietti della società.

La storia di The Town of Light, prodotto e sviluppato dal team italiano LKA, immerge il giocatore proprio in una realtà ormai dimenticata dal tempo, quella del manicomio di Volterra, vero e proprio purgatorio per le povere anime dannate che ne attraversavano i corridoi.

Lontani dalle pareti dell’ospedale psichiatrico, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Davide Terreni, autore della suggestiva colonna sonora del gioco, il quale ci ha parlato di come si realizza una partitura musicale per un titolo estremamente particolare come The Town of Light.

Ecco cosa ci siamo detti.

Aseptic Void, un nome che è tutto in programma: da dove nasce la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce in tenera età. Provengo da studi classici ma il mio progetto solista, nonché alias, esiste dal 2009. Aseptic Void è nato come esigenza comunicativa. Ho ideato un metodo compositivo capace di trasmettere efficacemente le mie sensazioni.

Le musiche di The Town of Light vanno ben oltre le classiche colonne sonore da videogame: quali sono state le tue fonti di ispirazioni principali?

La fonte d'ispirazione principale nasce da una domanda. Qual è il lato giusto? La realtà degli infermieri o del paziente? Le convenzioni sociali sono mutevoli e mi spaventa pensare a quanto siano facilmente manipolabili. Ho desiderato ricreare la sofferenza ed il desiderio di libertà di chi ha vissuto nella follia, ponendosi questa domanda. Per quanto riguarda altre fonti d'ispirazione, devo obbligatoriamente citare il maestro Akira Yamaoka. Un punto di riferimento della mia vita.

The Town of Light è basato su eventi reali e ambientazioni realmente inquietanti. Che tipo di approccio musicale hai dovuto adottare per trasmettere l’ansia che trasuda il manicomio di Volterra?

Mi sono comportato come nei miei album precedenti. Plasmarmi con immaginari cupi e angoscianti, mi risulta naturale. Adoro comporre di notte, nel silenzio della mia stanza. Mi lascio trasportare dal fervore.

Il comparto audio è caratterizzato anche da una forte componente di rumori ambientali: qual è stato il tipo di approccio per replicare suoni ed effetti di un luogo dimenticato da Dio?

La musica sperimentale e la Dark Ambient hanno la capacità di essere fortemente “subliminali”. Ho utilizzato dei campioni registrati dal vivo ed altri, generati digitalmente.  I miei brani sono un enorme agglomerato di tutti questi campioni, processati all'interno dei miei programmi musicali.  Il risultato finale assomiglia ad un qualcosa di “vivo”. Anche gli strumenti melodici (pianoforte, carillon, etc) sono contaminati da questo mio metodo compositivo.

the town of light
Non è un luogo piacevole come sembra.

LKA.it ha realizzato un prodotto sicuramente affascinante e apprezzato da critica e pubblico: ti aspettavi un simile apprezzamento generale?

Sì, ho immaginato che un simile prodotto sarebbe stato capace di suscitare emozioni ed attenzioni. Sono
molto felice di far parte del settore ludico Made in Italy.

The Town of Light si focalizza su poche tracce musicali, ad eccezione di una melodia base: i motivi di questa scelta?

L' inserimento e la gestione dei brani all'interno del gioco è a discrezione del direttore dello staff.

Progetti futuri di Aseptic Void, magari legati ancora una volta al mondo dei videogame?

Attualmente, sono in attesa del rilascio del mio nuovo album. Verrà pubblicato entro pochi mesi presso l'etichetta Cryo Chamber. Sarà un disco molto personale e racconterà una parte della mia vita. Per quanto riguarda future colonne sonore: sì, tornerò in questo settore. Tornerò, ancora una volta, in un mondo a me molto caro.