Siamo sinceri, l'estate, per il videogiocatore medio, è quel periodo dell'anno che si dimostra sempre estremamente complicato. Tra spiagge affollate ed aperitivi mondani, capita a tutti di mollare il controller per un po', complice un calendario d'uscite messo a riposare nel congelatore in attesa dell'autunno. D'altronde, per giocare dovremmo essere in casa, e con le improbabili temperature estive non ci sorprenderemmo se due piccoli hobbit venissero a gettare un anello nel lettore dischi del nostro PC.

Naturalmente non è sempre stato così, ed anni fa proprio l'estate era sinonimo di videogames, con le calde ed umide sale giochi che si aprivano come le porte del paradiso a tutti quei ragazzi che finalmente non avevano più banchi di scuola da dribblare prima di poter mettere mano agli iconici joystick dai pomelli rossi. In Finlandia, dove il caldo non esiste, la software house indipendente Housemarque da anni batte forte sul tasto della nostalgia proponendo titoli che traggono ad ampie mani dalla cultura videoludica anni '80, con una partnership firmata con PlayStation che dal 2013 ha portato beat 'em up e twin stick shooter sulla console ammiraglia del colosso giapponese.

Dopo l'ottimo lavoro svolto con Resogun ed Alienator, la software house scandinava è entrata in contatto nel 2014 con uno dei fondatori del genere, Eugene Jarvis, storico creatore di titoli come Defender e Robotron: 2084. Il frutto di questa collaborazione è Nex Machina, interessante sparatutto in visuale isometrica che ci trasporta in un mondo distopico popolato da una razza di robot che ha quasi sterminato la popolazione umana.

In un frenetico vortice di luci brillanti e laser mortali, il nostro compito sarà quello di salvare il maggior numero di civili mentre proseguiamo per i cinque mondi presenti nel gioco, in questo twin stick shooter tanto classico quanto in grado di portare un po' di freschezza tra le afose librerie di giugno del PlayStation Store.

Una visuale dall'alto su Nex Machina

L'incipit di Nex Machina è di quelli banali, che però non stancano mai. Il mondo, in un futuro non poi così lontano, viene conquistato da un esercito di macchine ostili e la nostra specie rischia di scomparire definitivamente dal pianeta. Interpreteremo i panni di un anonimo eroe, ormai l'unica speranza rimasta, che dovrà affrontare cinque mondi diversi prima di poter sconfiggere il centro della mente collettiva dei robot salvando così l'umanità.

Il gioco si presenta immediatamente come un twin stick shooter tradizionale, dotato di un sistema di controlli intuitivo che fa muovere il protagonista con l'analogico sinistro e sparare nella direzione dell'analogico destro. In Nex Machina il dinamismo e la mobilità saranno fondamentali per eludere le orde di nemici che vogliono eliminarci, e la reattività, unita alla precisione dei controlli permette di muovere per la mappa il nostro eroe senza il minimo errore.

A rendere più frenetici i livelli interviene la possibilità di eseguire alcuni scatti in rapida successione, utili a schivare e a travolgere i numerosi gruppi di macchine che tenteranno di accerchiarci. Questi scatti permettono una gestione tattica del singolo stage da parte del giocatore, che a livelli di difficoltà più elevati sarà una vera e propria meteora in grado di distruggere ogni cosa che occupa il suo cammino. L'azione esplosiva di Nex Machina è alimentata da alcune armi speciali che l'eroe potrà raccogliere durante il percorso, tutte particolarmente spettacolari, che saranno fondamentali per sopravvivere alle fasi più ostiche dell'avventura. Purtroppo, nonostante il buon numero di queste, alcune sono sempre preferibili ad altre: il Laser ad esempio si dimostra indispensabile, dato che potremo usarlo per polverizzare a distanza di sicurezza e in breve tempo sia gruppi di nemici che i boss di fine livello.

Il gioco, proprio come i titoli appartenenti alla sua eredità, si fonda sulla logica del punteggio ed ha un'anima profondamente arcade, con le classifiche mondiali che sono consultabili in ogni momento con la pressione di un tasto. La trama è solamente accennata, e per arricchire una progressione che si sarebbe limitata ad essere troppo lineare Housemarque ha inserito alcuni civili da trarre in salvo, elemento questo tipico delle produzioni dello studio finlandese.

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Salvando gli umani i bonus saranno consistenti.

Questi umani saranno presenti in ogni stage e il nostro eroe dovrà prontamente sottrarli ad una orribile fine prima che i nemici ne facciano strage. I civili hanno il solo scopo di aumentare la difficoltà di Nex Machina, garantendo inoltre un punteggio aggiuntivo a fine livello in base al numero di persone portate al sicuro. I boss, ad attenderci come di consueto alla fine di ogni livello, sono tutti estremamente curati ed interessanti, sicuramente un fiore all'occhiello della produzione firmata dal team di sviluppo finlandese.

A fare da sfondo alle luci al neon delle esplosioni di Nex Machina ci sono cinque diversi mondi, composti ciascuno da 15 stage, che sanno rubare l'occhio del giocatore nonostante questo sia impegnato a sterminare decine di macchine su schermo. Housemarque ha saputo confezionare delle ambientazioni ricche e variegate, realizzate in puro stile voxel, che in mancanza di una trama vera e propria hanno il compito di raccontare la progressione dell'eroe attraverso le aree che dovremo esplorare.

Le ambientazioni spaziano da quelle di una foresta, a quelle di una montagna innevata fino ad una caverna colma di lava, per proseguire con una città perduta per concludersi in dei laboratori futuristici dove presumibilmente è nata l'autocoscienza dei sintetici.

Ogni mondo quindi non solo avrà scenografie completamente nuove, ma nemici unici ed elementi di gameplay dedicati. Nella Caverna Infuocata, alcune aree del livello saranno inaccessibili a causa del magma, mentre nei laboratori gli umani dovranno essere liberati da una macchina per essere salvati. L'evolversi delle ambientazioni riguarda anche il singolo mondo, con stanze sempre diverse l'una dall'altra e ricche di segreti e bonus nascosti.

La schermata di fine livello riassume i punteggi raggiunti dal giocatore.
La schermata di fine livello riassume i punteggi raggiunti dal giocatore.

Se a compensare una longevità non proprio ottimale ci pensa in primo luogo la formula arcade che sprona il giocatore a scalare le classifiche dei punteggi, una buona dose di rigiocabilità è data anche dall'ingente quantità di bonus legati ai collezionabili e ai distruggibili nascosti nelle aree dei livelli, che includono addirittura umani e stage extra. Insomma, per ottenere uno score perfetto dovremo impegnarci a scoprire tutto, davvero tutto delle ambientazioni di Nex Machina.

Anche se bellissimi, i mondi sono forse un po' pochi al netto del tempo necessario a completare un playtrough, che impegna il giocatore per circa un'ora. La durata dell'avventura dipende largamente dalla difficoltà impostata, ma solo perché a difficoltà maggiori saremo costretti a riavviare da capo i livelli o la partita stessa, una volta esauriti i Continua. La scarsa longevità e l'assenza di contenuti in grado di tenerci incollati al controller sono sicuramente elementi critici del titolo di Housemarque.

Il gioco, oltre alla modalità principale Arcade, offre soltanto la possibilità di affrontare singolarmente i mondi, con la sola eccezione della modalità Arena, nella quale potremo scalare le classifiche completando alcune sfide con la presenza di particolari modificatori. Con il successo in questa modalità otterremo livelli e valuta utili a sbloccare nuove arene e ad acquistare elementi cosmetici per l'eroe.

Come accennavamo in precedenza, una minima rigiocabilità è favorita dalla presenza di tanti segreti, ma solo i patiti del record da cabinato riusciranno ad accumulare tante ore di gioco su Nex Machina. Nessuna traccia inoltre di un comparto multiplayer online, nonostante Housemarque si sia impegnata per includere nel gioco una modalità co-op locale per due giocatori. La possibilità di affrontare le orde di macchine omicida in compagnia di un alleato in matchmaking avrebbe giovato sicuramente al lavoro del team finlandese, e questa mancanza risulta tanto grave quanto inspiegabile.

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I boss sono tanto affascinanti quanto pericolosi.

Nex Machina ha forse il suo più grande difetto nel suo miglior pregio. Quello di essere un titolo dall'identità forte, adatto ad un pubblico di videogiocatori specifico, che troverà nel lavoro di Housemarque e di Jarvis il terreno ideale per la spietata caccia al punteggio più alto.

Il rammarico non può che essere legato all'occasione mancata di rendere questo genere di videogames appetibile anche ai neofiti, a coloro che cercano esperienze più complete e che non hanno l'ossessione per il record. Un comparto multigiocatore online avrebbe sicuramente aiutato Nex Machina ad affermarsi anche tra chi cerca esclusivamente un po' divertimento tra amici, evitando nello stesso momento di snaturare troppo il focus posto dagli sviluppatori sulla competizione per i giocatori più hardcore.

La speranza è che Jarvis continui a lavorare con questo team e, se Nex Machina è solo l'inizio, allora ne vedremo davvero delle belle.