Libertà. Questa è la prima parola che ci viene in mente pensando al nuovo titolo di Hazelight, A Way Out, principalmente per due motivi. Il primo riguarda sicuramente la trama, ovvero due detenuti che tentano di fuggire da un carcere federale, dovendosi aiutare l’un l’altro prendendo decisioni in comune;

Il secondo, invece, è proprio il grado di libertà che EA Origins ha lasciato ai ragazzi di Hazelight, un piccolo studio svedese che fino a pochi mesi fa contava solo una dozzina di dipendenti, focalizzati principalmente su titoli indie come Brothers: A Tale of Two Sons.

Secondo Josef Fares, il direttore dei lavori, A Way Out sarà un gioco unico nel suo genere, grazie al suo gameplay innovativo esclusivamente in co-op e il modo in cui andrà a raccontare una storia emozionante concentradosi su solo due personaggi.

Il trailer del gioco è stato pubblicato su YouTube in contemporanea alla sua presentazione durante la conferenza E3 di Hollywood, e guardandolo, unitamente ai vari spezzoni di gameplay che abbiamo potuto guardare, crediamo che il titolo abbia tutte le carte in regola per stupire e affascinare anche i giocatori più diffidenti.

In A Way Out, dovremo prestare particolare attenzione alla scelta del nostro compagno di avventura. E non parliamo di un compagno nel gioco, ma di un vero amico che fisicamente dovrà essere vicino a voi, sul divano, per portare a termine quella che è la storia del gioco.

Certo, si potrà anche giocare insieme a qualcun’altro online, ma il titolo di Hazelight riesce a dare il massimo solo con un compagno “stabile”, con il quale si potrà adottare uno stile di gioco coerente e lineare.

Il gioco è caratterizzato da un perenne split screen, alternato raramente a qualche cutscene a schermo intero, perciò riusciremo a vedere in ogni momento quello che accade al nostro compagno, che sia seduto sul divano accanto a noi oppure dall’altra parte del mondo.

Cambiare il nostro compagno di avventure proprio in mezzo alla trama del gioco non è quindi la più saggia delle scelte, soprattutto dopo aver imparato a lavorare di squadra e dopo essere riusciti a coordinare ogni nostra mossa con quella del nostro amico.

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Lo split screen ci accompagnerà per tutta la durata del gioco.

Concluso il lungo preludio sul gioco, è arrivato il momento di soffermarci sulla linea narrativa che i giocatori dovranno intraprendere.

Come già detto, il gioco tratterà di due delinquenti, Leo e Vincent, protagonisti di una fuga da un carcere di massima sicurezza, ognuno con le proprie aspettative e caratteristiche, mentre cercheranno appunto di dileguarsi e sparire all’occhio della legge.

Le decisioni che entrambi i giocatori dovranno andare a prendere sono molteplici, e non saranno ammessi “bisticci” tra i protagonisti sulla scelta da compiere, poiché ad ogni direzione intrapresa corrisponderà una ben precisa conseguenza, anche se il filone narrativo seguirà indipendentemente il suo percorso.

Per capire cosa fare sarà essenziale prestare attenzione a quello che accade anche sull’altro lato dello schermo, ed in effetti le parole sul “gioco unico nel suo genere” da parte di Fares erano vere: un titolo con una modalità cooperativa così immersiva e una trama così curata nei particolari e nelle ambientazioni non si era mai visto.

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Coordinarsi con il proprio compagno sarà fondamentale.

Il gameplay e i comandi di A Way Out non sono complicati, anzi, possono addirittura definirsi minimalisti. Oltre ai due stick per muoverci e ruotare la visuale (mouse e i classici WASD nel caso preferiate il PC alle console), useremo solo il tasto azione per completare i task che il gioco ci riserverà.

Più che voluto, questo stile è sicuramente necessario: nel gioco affronteremo obiettivi e azioni più disparate che mai, dovendoci mettere di fronte a serrature da scassinare, sistemi di comunicazione da violare e tante altre attività specifiche.

Vogliamo sottolineare che non consideriamo questo come un difetto, ma come un ulteriore grado di libertà fornito all’utente. In base alle situazioni che ci troveremo a fronteggiare o agli oggetti che dovremo maneggiare, il tasto azione cambierà la sua destinazione d’uso andando a svolgere esattamente il compito che serve.

Lo stile di gioco, inoltre, varierà da missione a missione: passeremo infatti da scenari da superare in modalità stealth in altri contesti nei quali sarà necessaria una buona dose di azione e nervi saldi. Insomma, un gameplay completo a 360 gradi.

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Uno dei numerosi panorami mozzafiato presenti nel titolo.

Per dare una valutazione complessiva del titolo, comunque, è ancora troppo presto: a parte il trailer di presentazioni e alcuni filmati gameplay ne sappiamo ancora troppo poco su A Way Out, anche se la volontà di voler implementare uno stile di gioco inedito da parte di Hazelight è solo da lodare.

Da lodare è anche EA, che ha notato e supportato il lavoro di quello che era un piccolo studio indipendente, ora con 40 impiegati con tanta passione e voglia di fare, ma lasciando comunque loro la piena libertà su quelli che saranno i contenuti finali del gioco.

In conclusione, A Way Out è un titolo dal potenziale enorme, un gioco che potrebbe dare vita a un’intera nuova categoria di videogiochi.

Avendo solo una modalità storia in cooperativa, confidiamo che il titolo di Josef Fares sia ricco di contenuti, ambientazioni e missioni. Insomma, un gioco caratterizzato da una discreta durata, ma che allo stesso tempo non risulti noioso o ripetitivo. In bocca al lupo!

A Way Out è atteso per i primi mesi del 2018 su PC tramite Origin, Xbox One e PlayStation 4.