Dovessimo descrivere con una sola parola quello che è stato mostrato per Ori and the Will of the Wisps, quella parola sarebbe “emozionante”.

Emozionante la colonna sonora suonata dal vivo durante lo scorrere delle immagini ed emozionante la sequenza che abbiamo visto su schermo che, ancora una volta, ci immerge in un'atmosfera melanconica e toccante ma che allo stesso tempo di avvolge con tutto il calore della speranza.

La foresta d Nibel sembra essere ancora in pericolo e tutto l'ecosistema che abbiamo contribuito, senza pochi sforzi, a riequilibrare nel primo capitolo è nuovamente compromesso.

Vediamo una piuma, di Kuro, trasportata dal vento fra le varie zone della foresta mentre sullo sfondo il mondo piange e viene distrutto dagli elementi.

La piuma termina il suo viaggio ai piedi un un gufo, uno dei figli di Kuro presumibilmente, che osserva tristemente la pioggia che batte forte sul terreno.

Ori and the Will of the Wisps
Qualcosa non va...

In mezzo a questa desolazione, in secondo piano possiamo osservare gli scheletri di altri due gufi adulti abbracciati. Ori fa capolino da un lato dello schermo e abbraccia il piccolo mentre entrambi, sconsolati, osservano il panorama di morte che si stanzia nella notte. Prendiamoci tutti un momento per asciugare le lacrime e cerchiamo di cogliere quanto più possibile da questo trailer.

Cos'è successo alla foresta? Una domanda la cui risposta è molto difficile da trovare proprio per via della scarsità di elementi a disposizione e per via del finale, molto felice e colorato, del primo capitolo che non sembrava far presagire nulla del disastro che ora affligge la foresta.

Quella piuma vagante, chiaro riferimento al “villain” della prima avventura, vuole semplicemente essere un collegamento fra i due viaggi, come a sottolineare il fatto che la stirpe di Kuro si è in qualche modo estinta e questo abbia fatto male alla foresta.

Tutti gli esseri viventi sembrano sentire internamente la sofferenza del gufo negli ultimi istanti della sua esistenza e tutti percepiscono un'immensa tristezza all'interno di quella singola piuma. Il cordoglio è tale che non solo gli esseri viventi ma la foresta stessa partecipa a questa disperazione. Una tristezza di cui Ori è protagonista.

Il titolo di questa nuova avventura può essere tradotto come Ori e i Fuochi Fatui, degli eventi naturali che causano una combustione dovuta ai gas derivanti dalla decomposizione di materiale organico.

Ori and the Will of the Wisps
La foresta piange per noi.

Nelle leggende, questi Fuochi, sono attribuiti alle anime dei morti per via della loro frequente apparizione nei cimiteri e questa potrebbe essere la chiave di lettura di questa nuova avventura.

In molti hanno perso la vita nel primo capitolo e la foresta di Nibel, per quanto si sia salvata grazie al sacrificio di Kuro non è uscita illesa da quella catastrofe. Kuro e la sua stirpe non ne sono usciti affatto e quella che andremo a vivere potrebbe essere una nuova storia di vendetta.

Vendetta da parte degli spiriti che si sono visti strappare la casa e i loro fratelli, una vendetta silente della foresta nei confronti della foresta stessa.

Probabilmente Ori sarà chiamato a mettere pace fra il regno dei morti e quello dei vivi assieme al figlio di Kuro che avrà un ruolo chiave all'interno della narrazione e, perché no, all'interno del gameplay.

Con ogni probabilità sarà proprio grazie al piccolo gufo, magari con un suo sacrificio, che riusciremo nuovamente a portare la pace e la tranquillità nella foresta.

Ori and the Will of the Wisps
Una delle scene più toccanti.

Potremmo avere a che fare con un gameplay che fonde due personaggi assieme e che ci richiederà oculati switch degli stessi per risolvere questo o quel passaggio.

Magari avremo davanti anche la possibilità di completare l'avventura in cooperativa, un giocatore al comando di Ori e uno il piccolo gufetto…

Insomma dal trailer mostrato durante la conferenza Microsoft di questo E3 2017, Ori and the Will of the Wisps sembra aver conservato l'emozionalità del primo capitolo spingendo ancora di più sulle note melanconiche.

A stupire è, come sempre, l'egregio comparto artistico che fin da questo prima apparizione si dimostra non solo all'altezza del precedente ma rischia addirittura di superarlo con una potenza evocativa unica nel suo genere.

Non possiamo che aspettare ulteriori delucidazioni sul gameplay sperando che tutta l'emozionalità del trailer si riversi anche nelle meccaniche di gioco.