Nello scorso speciale abbiamo parlato delle primissime origini di Crash Bandicoot, re dei titoli platform dell'era PlayStation e della nascita della sua "legacy" con il primo storico capitolo.

La breve ma intensissima era Naughty Dog di Crash Bandicoot, per quanto riguarda i titoli platform ed escludendo in tal modo Crash Team Racing dall'equazione, si è dipanata tra il 1996 e il 1998.

In questo piccolissimo arco temporale sono stati rilasciati ben tre titoli, dando di fatto ai giocatori un Crash all'anno.

La serializzazione annuale, tenendo conto quanto accaduto nella storia moderna dei videogiochi, ci insegna che scadere nel more of the same e/o finire con il produrre titoli senza infamia e senza lode è una problematica con un rischio abbastanza altino,

È altresì vero che realizzare un titolo all'epoca era, relativamente parlando, un'operazione più "facile". Basti pensare anche al franchise di Resident Evil, sempre in epoca PlayStation, che ci regalò, analogamente, un gioco all'anno.

Crash Bandicoot
La coppia che scoppia in una foto... d'epoca.

Ad ogni modo Naughty Dog dopo l'ottimo successo del primo capitolo, lanciando il secondo episodio della trilogia, ovvero Crash Bandicoot: Cortex Strikes Back, riuscì a migliorare in molti aspetti quanto di buono era stato fatto nel 1996.

I 512 poligoni da cui era composto il nostro amato Crash (ebbene sì, ai tempi della prima PlayStation avevamo a che fare con dei bellissimi origami) risaltavano più che mai grazie ad un engine di gioco tirato a lucido.

Andy Gavin, che ricordiamo essere uno dei due padri fondatori del franchise (l'altro è Jason Rubin), creò GOOL (Game Oriented Object LISP 2) un linguaggio custom che permetteva di avere a schermo molti più poligoni complessivi, circa il doppio, e numerose animazioni extra.

Il comparto visivo, complessivamente, fu oggetto di diversi miglioramenti, sia in termini di illuminazione che per quanto concerne l'effettistica generale con una migliore resa della profondità.

Uno degli aspetti più interessanti fu il lavoro minuzioso sul contrasto dei colori per evitare di restituire al giocatore una sensazione di monotonia in particolari ambientazioni di gioco.

crash bandicoot
Il nuovo engine permise a Naughty Dog di creare un titolo tecnicamente più avanzato rispetto al primo capitolo.

Il secondo capitolo di Crash Bandicoot però, almeno per quanta riguarda meccaniche di gameplay e personaggi manteneva saldo il legame con il primo episodio della serie.

Come intuibile dal nome del secondo titolo targato Naughty Dog, ovvero Cortex Strikes Back, ritroviamo nel ruolo del supercattivo di turno il testone più famoso del mondo console, il Dottor Neo Cortex, il quale è sopravvissuto alla cocente sconfitta inflittagli dal nostro caro Crash nel primo capitolo della serie.

Nello scorso speciale abbiamo parlato dell'origine di Crash come personaggio e ci siamo concentrati in particolar modo su tutto ciò che ha sotteso la realizzazione concettuale e il design del nostro amato protagonista.

Per quanto riguarda il Dottor N.Cortex, la storica nemesi di Crash Bandicoot, abbiamo una storiella da raccontare altrettanto simpatica.

Andy Gavin puntava a trasporre nel proprio videogioco, in modo molto originale devo dire, il cliché del supercattivo dotato anche di un super cervello.

crash bandicoot
Ecco il Dr Neo Cortex nella sua "nuova" versione.

Il Dottor Cortex, infatti, è uno scienziato che punta ad assoggettare il mondo e, a tal proposito, ha progettato (più che altro se ne è preso i meriti) l'Evolvo-Ray e il Cortex Vortex.

Il primo è un raggio che gli permette di eleveare delle povere bestioline ad uno stato senziente, mentre il secondo è fondamentalmente una macchina di lavaggio del cervello che riduce i suddetti animali a dei poveri schiavi obbedienti.

Crash si è però rivelato immune alla macchina ed è così diventato uno degli eroi più amati del mondo dei videogiochi.

Tornando al concept e alla nascita del Dottor Neo Cortex invece, il quale è anche un simpatico gioco di parole con il termine neocorteccia (porzione di corteccia cerebrale) che sottolinea ulteriormente l'essenza geniale del dottore, ricordiamo che deve anche egli la nascita ad un animaletto, sebbene non ne condivida l'aspetto.

Una delle influenze fondamentali alla base della nascita del personaggio è stata infatti la figura del cervellone più cattivo della Warner Bros, ovvero il Prof.

crash bandicoot
Come il Prof, Cortex vuole "soltanto" conquistare il mondo.

Il topolino che voleva conquistare il mondo insieme a Mignolo nel noto cartone degli anni novanta, nato pressoché nello stesso periodo del titolo di Naughty Dog, è stato uno dei personaggi che ha più ispirato Andy e Jason nella realizzazione del loro supercattivo.

Anche il concetto di avere un esercito di minions al servizio del cattivo affonda le radici nell'universo dei cartoni animati, sebbene parzialmente, trattandosi in questo caso di un film a tecnica mista.

L'ispirazione viene infatti da "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" e la sua emblematica Toon Patrol, la gang di donnole cartoon presenti nella pellicola.

Crash Bandicoot e il Dottor Neo Cortex sono stati entrambi un punto fermo delle nostre infanzie e gioventù e, grazie all'opera di Vicarious Visions, rivederli su schermo con un comparto grafico che rende giustizia al lavoro di Naughty Dog ma senza stravolgerlo, mi riempie il cuore di gioia.

La prossima settimana, prima di lanciarci a dovere sull'analisi della N.Sane Trilogy, è il turno di Crash Bandicoot 3: Warped e di un altro interessante approfondimento. Non mancate!