WAAAGH!

No, niente, non trovavo un attacco per la recensione e ho scelto qualcosa attinente al gioco che andremo a vedere. In effetti ho pensato che potevo scriverla usando solo WAAAGH! Ma poi, sapete, Paolo mi avrebbe ucciso (e probabilmente lo farò lo stesso, ndPS).

Per chi ancora non avesse capito (dopo aver letto titolo, sottotitolo e fino a qui) stiamo parlando di Dawn of War III, ultima incarnazione dello strategico che porta sui nostri schermi il magnifico mondo di Warhammer.

La prima considerazione da fare è che, sicuramente, il videogioco vi costerà molto meno delle miniature necessarie per il gioco da tavolo… anche se la prima cosa che salta fuori, sia nell’edizione fisica, che nel menù di gioco è “Vieni a scoprire le miniatura”. Certo, fidatevi, come se già non spendessi troppo in cose non essenziali al sostentamento fisico.

Dawn of War III, seguito diretto dei due precedenti capitoli, ci mette al comando di tre classiche razze del gioco originale: Space Marines, Eldar e Orki.

Tutte le fazioni hanno il loro design, i loro punti di forza e debolezza e uno stile di gioco molto differente: mentre gli Space Marines puntano tutto su una buon mix di unità e un costo medio, gli Orki si buttano nella mischia con i loro numeri schiaccianti, capaci di sfruttare i rottami creati dalle battaglie per migliorare i propri soldati o creare dal nulla unità spendendo meno del normale. Gli Eldar invece puntano tutto sulla tecnologie, le loro unità più grandi sono pesanti e potenti, protette da veloci guerrieri e capaci di trasportarsi da una parte all’altra del campo di battaglia in pochi istanti.

Dawn of War III
Gabriel Angelos e il Godsplitter, povero Orko.

Discorso a parte va fatto per le unità d’Elite, potenti guerrieri che possono essere richiamati in battaglia a un costo relativamente basso, che portano con loro un arsenale di abilità non indifferenti, capaci senza troppi problemi di ribaltare le sorti di una battaglia perduta o ripulire interi insediamenti senza necessità di supporto.

La campagna si sviluppa in un susseguirsi di missioni al comando di una delle tre razze disponibili, circondante da una storia tipica dell’Universo di Warhammer e, da questo punto di vista, seppure segua uno schema molto “classico” (non ci volete forse mettere Demoni e Chaos?) è molto ben scritta e contornata da interessanti appendici tra una missione e l’altra, ma non memorabile in quanto abbastanza abusata nel canone videoludico di Warhammer.

Dal punto di vista della scrittura ho sentito un po’ la mancanza di un bel “codex” che scende più nel dettaglio delle unità e degli eventi in generale, ma questo è più un mio vezzo (che passo a volte ore sulle wiki di Warhammer per leggerne la storia) che un vero e proprio problema.

Sempre dalla campagna impareremo i fondamentali del gioco per poi poter passare al Multiplayer. Soprattutto ci si scontrerà con l’aspetto più fastidioso con cui ho avuto a che fare nel gioco, la raccolta delle risorse.

Purtroppo la meccanica è intrinsecamente legata alla modalità multigiocatore: più il vostro esercito sarà grande, più lentamente raccoglierete le vostre risorse e, in alcune missioni (soprattutto quando avrete a disposizione un singolo punto di raccolta) questo porterà ad attese lunghissime per costruire anche solo una singola unità.

Dawn of War III
Il WAAAGH! potenzierà notevolmente i vostri Orki.

Dall’altro punto di vista invece permette a un giocatore di recuperare velocemente da una cocente sconfitta, ricostituendo il proprio esercito e riuscendo a respingere ulteriori attacchi avversari.

Sebbene la campagna abbia un ottimo livello qualitativo, ciò che veramente spicca di questo titolo è il Multiplayer: al momento è presente una sola modalità ma l’interazione tra i tre diversi eserciti e la quantità di Elite e Dottrine equipaggiabili renderanno, di fatto, ogni partita diversa.

Inoltre, come ciliegina sulla torta, è possibile personalizzare il proprio esercito, esattamente come si farebbe con le miniature originali.

La qualità della produzione si mostra in diversi particolari: dalle musiche adrenaliniche alle scene di intermezzo che sono graficamente ben presentate (sebbene siano spesso solo delle immagini e non veri e propri filmati) ma, ovviamente, alla cura con cui unità e costruzioni sono rappresentate.

Particolarmente appaganti sono gli Orki, le cui costruzioni e unità sono un ammasso di ferraglia che vibra, spara missili a caso e, in generale, ha quell’idea di “sporco” e “rottamato” che contraddistingue la razza, il meglio poi è quando si dichiara una WAAAGH! E le loro torri iniziano a sparare musica dagli altoparlanti per concludere con una pioggia di fuochi d’artificio, il tutto mentre orde di Orki si riversano sul nemico bramose di sangue.

Dawn of War III
Gli Orki hanno le strutture più belle di tutti i protagonisti.

Space Marine ed Eldar hanno anch’essi ottimi modelli e grafiche, ma non riescono a raggiungere il livello degli Orki che, in questa incarnazione, “spakkano” seriamente.

Menzione particolare per tutti i dialoghi di questa razza e i loro doppiatori che, con il loro dialetto sgrammaticato e l’humor nero, riescono a ben bilanciare i discorsi fin troppo seri degli altri protagonisti.

Qualche problema di telecamera e con l’UI qui e la però bisogna segnalarli: per fare un esempio l’impossibilità di girare la mappa rende molto difficile individuare alcune unità dietro a edifici o elementi dello scenario e, ogni tanto, non si riesce a selezionare cosa si vuole perché coperto da un unità più grande. Comunque ci troviamo di fronte a piccoli problemi a fronte di un gioco che, decisamente, può passarci sopra.

Per concludere la conoscenza dei due capitoli precedenti non è assolutamente necessaria, sebbene si facciano riferimenti a fatti passati questi sono abbastanza vaghi da poter essere ignorati e questo non inficia l’esperienza di gioco.

Anche perché, diciamocelo, dopo il primo Orko che cade sotto il Godsplitter, gli Spettrocavalieri che corrono per il campo di battaglia o un ondata WAAAGH! che spazza via qualsiasi cosa sul suo camminio… chi è che pensa alla storia?

Ok, io. Ma io sono strano. Voi potete semplicemente massacrare tutto e tutti!