Jonathan Campione, redattore - Prey, PS4

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Dopo le varie polemiche che ha suscitato la demo di Prey (tripudio di gente che lamentava poca ispirazione, realizzazione tecnica superficiale e quant'altro), da bravo paladino della giustizia ho deciso di dare una chance al dayone al titolo targato Arkane Studios.

Da grande fan di Dishonored era quasi un acquisto basato sulla fiducia, date le doti del team di sviluppo, ma, fanboysmo a parte, sono stato ampiamente ripagato per il mio acquisto a prezzo pieno.

Il titolo ha saputo rapirmi a tal punto che nel giro di qualche giorno l'ho finito. Il level design, come da tradizione Arkane, è sempre sopra la media è la storia è stata tanto coinvolgente quanto misteriosa.

Di titoli così se ne vedono pochi in giro e, sinceramente, non farsi un giro su Talos-I è un po' un crimine. È stato un piacere accompagnare Morgan Yu nella sua avventura e spero che il gioco riesca ad emergere dalla situazione pericolosa di vendite scarse che, nel contesto delle produzioni AAA, è una situazione molto pericolosa.

Valentino Cinefra, redattore - Yo-Kai Watch Wibble Wobble, mobile

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Mai giocato ad uno Yo-Kai Watch, sebbene abbia quella malsana passione di comprarlo per 3DS ma poi mi ricordo di avere una certa età, ma con Wibble Wobble mi sto divertendo parecchio.

Trattasi di un free to play per mobile, con un sistema di gioco che ricorda il Tetris misto a Candy Crush. Si forma una squadra di cinque Yo-Kai, i quali si trasformano in “palline” che vanno a riempire una specie di ciotola in cui, tramite lo swipe, bisogna unirle per creare palline sempre più grandi e poi lanciarle agli Yo-Kai avversari.

È il classico gioco che ti tiene incollato lì senza troppe pretese, seppure abbia una componente strategica niente male perché gli spiritelli hanno delle abilità speciali che si attivano al riempimento della barra, e quindi le squadre vanno formate con un certo criterio ad esempio.

Poi c’è il discorso della cattura, del farming, e tante altre piccolezze. Consigliato, anche perché ci sto giocando da parecchio e ancora non sono mai stato fermato dal classico sistema dell’energia.

Marzia Armonia Rispoli, redattore - Gardenscapes, mobile

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Gardenscapes è sostanzialmente uno dei mille successori di Bejewelled (tra i quali spicca il noto Candy Crush). Il puzzle game, però, si presenta come un progetto più delineato della semplice ripetizione seriale di livelli dalla difficoltà sempre maggiore e il suo successo è stato tale da valergli il titolo di "Best Facebook game 2016".

In Gardenscapes, infatti, superare un livello ci permetterà di proseguire lungo una trama che vede un maggiordomo intento a ricostruire il giardino di una villa, aggiustando fontane rotte, sostituendo panchine e dando nuova vita, tra le varie cose, alla casetta sull'albero di quando era ragazzino.

Oltre alle missioni - che sbloccheremo proprio portando a termine gli obiettivi dei vari livelli - a donare dinamicità e brio al titolo ci pensa una simulazione di social network in game (gli scambi di battute con la mamma sono esilaranti) con tanto di mini biografia ironica riferita a tutti i personaggi che incontreremo.

Devo ammettere che il titolo è riuscito a rendermi più leggera questa settimana piuttosto tediosa e pesante: poter curiosare su un finto social tra un livello e l'altro è stato decisamente più interessante dei soliti post deliranti, complottisti o pessimisti che si incontrano sui social reali. Provare per credere.

Salvatore Pilò, redattore - Smite Tactics, PC

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Inaspettatamente anche questa settimana sono qui a parlare di un gioco di carte, Smite Tactics per la precisione.

Come il titolo stesso suggerisce si tratta della versione TCG del MOBA “divino” di Hi-Rex Studios, un gioco di carte molto particolare poiché è presente una forte componente strategica data dal posizionamento delle unità su una scacchiera.

Smite Tactics è molto simile a titoli come Duelyst o Faeria dai quali si differenzia, essenzialmente, per via dell'ambientazione. Proprio questo è il più grande difetto del titolo, che già avevo avuto modo di provare prima dei recenti aggiornamenti che lo hanno reso “viabile”. La mancanza di una sua propria identità.

Se si ha voglia di un ibrido carte/strategico, al momento, c'è decisamente molto di meglio nel panorama videoludico ma chissà, magari in futuro Hi-rex riuscirà a rendere le meccaniche uniche di questo titolo un suo vanto. Al momento, purtroppo, sono così poche ed insignificanti da rendere poco interessante il titolo agli occhi di chi già mastica il genere con giochi decisamente meglio pensati.

Fabio Piras, redattore - Ni No Kuni, PS3

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Ultimamente il mio tempo videoludico si divide tra pochi, irriducibili, temi. E per non annoiare anche voi stavolta farò qualche appunto su qualcosa che investe sta giocando la mia compagna: Ni No Kuni.

Sono sempre stato affascinato dall'idea di un videogioco creato con lo stile dello studio Ghibli e, da quello che ho potuto vedere, le mie aspettative sono state ampiamente rispettate: nonostante il gioco abbia ormai ben sette anni e sia su una piattaforma "old gen" come PS3, Ni No Kuni tiene il passo con moltissime produzioni moderne. Probabilmente con quello stile non invecchierà mai.

Non vedo l'ora di metterci le mani sopra in maniera diretta (piuttosto che spiare il gameplay sul secondo monitor) in quanto ciò che ho visto mi è bastato per farmelo amare, non solo graficamente ma anche per quanto riguarda le meccaniche.

Certo, sembra un po' Pokémon, però sto notando un livello di sfida abbastanza alto per un gioco simile, anche alle difficoltà più basse...e questo, più di tutto mi intriga. E poi... è lo studio Ghibli, come si fa a non amarlo?