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Alaloth: Champions of the Four Kingdom – anteprima

13 maggio 2017 Di Game in Italy

Negli studi padovani di Gamera Interactive abbiamo anche un primo sguardo ad Alaloth: Champions of the Four Kingdom, il gioco realizzato con Chris Avellone.

Chris Avellone è un nome che non ha certo bisogno di presentazioni, trattandosi del fondatore di Obsidian Entertainment e “papà” di titoli quali Fallout 2 e Icewind Dale, ma soprattutto di un certo Planescape: Torment, un gioco ancora oggi – ad anni di distanza - idolatrato da una vera e propria legione di fan sfegatati.

Scoprire quindi che lo stesso Avellone è ora parte attiva di un progetto completamente Made in Italy, più in particolare dei padovani di Gamera Interactive (di cui vi abbiamo già parlato in occasione della nostra anteprima del loro primo platform di imminente uscita, Unit 4), stampa sul nostro volto un sorriso beffardo.

Sì, perché non si tratta solo di una partecipazione di un monumento al videogioco come Chris, bensì di un progetto che ha da subito catturato la nostra attenzione e quella della stampa specializzata nazionale e, soprattutto, internazionale.

Il perché è facile intuirlo: Alaloth – Champions of the Four Kingdom prende il meglio di titoli come Moonstone e Baldur's Gate e li innesta in un contesto tanto caro ai gamer moderni, vale a dire i soulslike. Il risultato è un mix tra la tradizione del gioco di ruolo classico occidentale alle digressioni tipicamente action dei recenti capitoli della serie di Dark Souls: il risultato è qualcosa difficilmente riscontrabile in titoli analoghi.

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Il look fantasy sarà quello cupo e sanguinoso che piace tanto a noi: scordatevi fate e gnomi.

 

Dove Unit 4 è quindi una divertente – e ottimamente riprodotta – parentesi platform in 2D che è più un piccolo omaggio al genere di appartenenza, non volendo ambire a chissà quale podio,  Alaloth – Champions of the Four Kingdom si veste invece con l'abito della domenica, proponendosi di fatto come il “pezzo da novanta” dei work in progress di Gamera Interactive.

E in quel di Padova lo sanno molto bene, tanto che il riserbo dietro al titolo è totale, nonostante la lavorazione continui a pieno regime, con una release fissata ottimisticamente per il prossimo anno. Ciò che però siamo riusciti a carpire, osservando una build chiaramente ai primi stadi di sviluppo, è che il team di sviluppo capitanato dal buon Alberto Belli ha travasato tutta l'anima degli RPG di un tempo, ammodernando il tutto con un'opera di cesellamento straordinaria.

Partiamo dall'ambientazione, un fantasy classico ma estremamente cupo, in cui maghi e cavalieri saranno chiamati a compiere il loro destino (con un cospicuo numero di draghi sullo sfondo, più precisamente quattro). I personaggi di Alaloth saranno di base dei guerrieri che potranno ovviamente salire di livello e seguire tre percorsi specifici chiamati “Way”, a loro volta divisi in specifiche categorie: la Way of Arms permetterà di mettere mano ad abilità speciali legate all'utilizzo delle armi bianche, la Way of Nature alle magie e gli incantesimi legati agli elementi, mentre infine la Way of Gods sarà incentrata sulle abilità legate alla cura del nostro personaggio o dei vari alleati che ci accompagneranno nel corso dell'avventura.

Il sistema di combattimento va invece immaginato come una sorta di ibrido perfetto tra le meccaniche di un Dark Souls e quelle dell'altrettanto valido L'Ombra di Mordor (con tanto di esecuzioni finali ai danni dei nostri avversari).

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Una mappa che conta decine di città, avamposti e dungeon: una manna per chiunque sia cresciuto a pane e Baldur's Gate.

 

E Chris Avellone, qui nel ruolo specifico di Creative Consultant, sta dando vita a una mitologia del mondo di gioco dettagliata nei minimi particolari, non lasciando nulla al caso, con la promessa che il tutto rimarrà ben impresso nella mente del giocatore.

A ciò vanno aggiunte ben quaranta casate (con tanto di araldi) che spesso e volentieri troveranno un motivo per entrare in guerra l'una contro l'alta (se avete pensato a Game of Thrones, sappiate che il paragone ha decisamente senso). Il tutto in una mappa completamente esplorabile di enormi proporzioni, chiaramente divisa in regioni specifiche ognuna delle quali arricchita con città, villaggi e accampamenti.

Senza dimenticare una quantità di dungeon di volta in volta sbloccabili in base alle quest che decideremo di accettare. Insomma,  Alaloth – Champions of the Four Kingdom non promette solo di essere la risposta tutta italiana ad anni di predominio americano nel panorama dei giochi di ruolo di matrice occidentale, bensì nel corso del prossimo anno potremo avere tra le mani un titolo che ambisce a mettere un piccolo grande paletto nel genere di appartenenza.

La speranza è che il team capitanato da Belli, con la partecipazione straordinaria di Avellone, faccia i passi giusti, senza sforare alcunché o lasciando che i troppi traguardi si rivelino poi essere la proverbiale troppa carne al fuoco. Di tempo per rendersene conto, correggendo dove necessario, lo studio Gamera ne ha a bizzeffe. Con la speranza che i Campioni dei Quattro Regni diano loro tutta la forza di volontà di cui hanno bisogno.