assassins creed

Cosa deve fare il nuovo Assassin’s Creed

9 maggio 2017 Di Speciali

Io, fan di Assassin's Creed, ho alcuni termini e condizioni per il nuovo capitolo della serie.

Il prossimo capitolo di Assassin’s Creed verrà annunciato all’E3 di quest’anno. Deve essere annunciato all’E3. Ubisoft aveva dichiarato che il franchise avrebbe preso un anno di riposo e che non ci sarebbe stato nessun capitolo di AC nel 2016.

Cosa che, in fondo, è giusto: un capitolo all’anno, ogni anno, è sufficiente per  causare affaticamento nel franchise e dodici mesi extra per lo sviluppo dovrebbero aiutare a creare alcuni glitch divertenti e “gif-abili”. Ma il 2016 è finito. Siamo nel 2017. Come Ross e Rachel, Ubisoft e AC possono pure essersi allontanati, ma devono finire per riconciliarsi. Il terreno è pronto per essere lavorato.

Sono un fan incallito dei giochi di Assassin’s Creed anche se, negli ultimi anni, questo amore per la saga si è trasformato in una sorta di relazione in cui è necessaria la presenza dell’altro per riuscire a chiuderla.

Sai che non è lo stesso, ma ci tieni ancora e non hai la forza di lasciarlo andare. Ecco perché questo anno di pausa mi è stato molto utile. Ma se AC ha intenzione di riconquistarmi, ho prima una lista di richieste.

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Lasciate le torri

Al diavolo gli hater(?). Ho già parlato di come le torri siano ingiustamente bistrattate. Come meccanica di gioco, l’ho apprezzata parecchio. Non c’è niente di davvero cattivo nelle torri.

E mi spingo ancora oltre: mi è piaciuto rilevare (o raggiungere, non so quale sia il termine più adatto per il tipo di gioco) le torri, penso che sia davvero bello. Adoro come la camera si sposti verso la cima mostrando il paesaggio. Al diavolo, erano fantastiche.

Le torri sono un ottimo sistema per “aprire” gradualmente il gioco, in quanto incoraggiano il giocatore ad esplorare. La gente non apprezza le torri in Assassin's Creed per colpa delle side-quest che appaiono una volta che ne rilevi una, e non per la torre in sé. Lo capisco.

La marea dei diamanti marcati sulla mappa, alcuni dei quali non sono neanche marcati precisamente, spesso sono talmente tanti che sei costretto a completare alcune missioni per riuscire a vedere almeno la mappa. Rimane però il fatto che il vostro odio è indirizzato verso la cosa sbagliata. Le torri sono belle. Fatemi sentire tutt’uno con le false aquile. Screeee!

Per favore, niente multiplayer

Molti dei giochi attuali sembra che cerchino di inserire il multiplayer all’interno di un gioco single-player, o viceversa. Un assassino potrebbe essere al servizio di un gruppo, ma quando elimina un obiettivo, lavora da solo. Questo è il significato di essere un fantasma-omicida che si mischia con la folla.

Capisco che loro abbiano cercato di riprendere al meglio i temi della rivoluzione francese, ma credo che tutti sappiamo che le missioni multiplayer di Assassin's Creed: Unity siano state un errore. Vorrei solo che questo errore non si ripetesse.

Mantenete la possibilità di cambiare abito

L’aver detto “mischiarsi con la folla”, andrà sicuramente in conflitto con quello che sto per dire ora: per piacere, non eliminate la possibilità di vestire gli Assassini nel modo più vistoso possibile.

Una delle cose che ho più apprezzato in Unity è stata poter vestire Arno dalla testa ai piedi con un abito giallo canarino, e continuare ad uccidere varie persone, con annessa popolazione parigina che si chiedeva chi fosse il responsabile di questi crimini... nonostante fossi ad un metro da loro vestito come un piccolo sole.

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Open world sì, ma non troppo vasto

Recentemente, ogni volta che sento “è la mappa più grande di sempre!”, sussulto inconsciamente. Apprezzo molto gli open world, perché mi piace sia sentire reale il mondo che mi circonda, sia poter visitare i vari paesaggi in sella ad un cavallo. Ma se un open world, tre anni fa, poteva essere paragonato ad un’ottima fetta di torta, che mi portava a dire “buona questa torta, ne vorrei ancora un po’”, gli open world di adesso mi fanno sentire come il bambino di Matilda costretto a mangiare completamente un gateau gigante di cioccolato. Non sarò mai in grado di finirlo completamente, e ne rimarrà ancora dell’altro.

Inoltre, la grandezza della mappa sembra tracciare perfettamente l’ansia degli sviluppatori di non inserire abbastanza roba. Ogni 100 metri, incontro qualcuno che mi chiede di consegnare una lettera o cercare di scoprire chi ha ucciso i loro mariti. Basandomi su come gioco i vari Assassin’s Creed, la legge dei grandi numeri dice che probabilmente sono io l’assassino dei loro mariti.

Questa è un peccato, perché credo che gli Assassin's Creed abbiano degli ambienti ben strutturati. Nelle città più piccole e dense, per esempio, puoi riuscire a muoverti e comportarti come se fossi in una vera città: so che se girassi a sinistra dopo questo pub, raggiungerei quella chiesa. Da lì, il nascondiglio è poco più avanti.

Apprezzo maggiormente questo tipo di meccanica che vedere qualcuno all’angolo della strada che grida agitando il braccio “ehi tu!”, per poi scoprire che si tratta di Darwin che vuole che pesti a sangue alcuni scienziati con cui non va d’accordo (potrebbe essere un pessimo esempio perché, a dire il vero, ho trovato questa side quest molto bella e divertente).

Semplificate il gameplay

Evoluzione e innovazione non devono significare “aggiungere nuove cose”. Per esempio, utilizzare Ezio è diventato molto meno divertente quando, insieme alla sua lama celata, erano presenti anche un’arma e alcune granate a frammentazione.

Stessa storia anche per Evie e Jacob: nonostante i gemelli abbiano rispettivamente un bastone e i propri pugni per colpire le persone, avevano a disposizione anche una valigetta piena di consumabili. Lo so che si tratta di scelte, ma sono un'idiota e non dovrebbero esserne presenti troppe. Vorrei fare di più con meno materiale a disposizione, e vi ringrazierei se me lo permetteste.

Fate tornare Jesper Kyd

Non mi interessa cosa ci vuole. Non mi interessa quanti soldi siano necessari, quanti primogeniti debbano essere sacrificati a chi (o a quale entità), o quanti cumuli di sostanze illecite debbano essere consumate nelle sale riunioni. Voglio solo che Jesper Kyd faccia di nuovo le musiche di Assassin's Creed.

Kyd ha smesso di lavorare sugli Assassin’s Creed dopo la trilogia di Ezio, finita con Revelations nel 2011, ma la sua musica d’orchestra mixata con le voci oniriche è legata fortemente con i primi quattro capitoli. Escludendo il fatto che il suo nome sembra uno di quelli che potrebbero essere utilizzati per qualche personaggio negli Assassin’s Creed, la sua musica per gli AC è fantastica.

Capiamoci, non voglio denigrare il lavoro fatto dagli altri compositori. Tutti hanno apprezzato i violini pirateschi di Black Flag, e a chi non è piaciuto sentire i parigini oppressi in Unity cantare nei pub le varie canzoni storiche della rivoluzione sull’impiccare gli aristocratici dai lampioni? (I maledetti monarchici, ecco chi).

Ma nessuna è riuscita davvero ad entrare nel subconscio dei fan di Assassin’s Creed come ha fatto, per esempio, Ezio’s Family di AC II. Avete capito di quale canzone sto parlando. La canzone “i miei fratelli e mio padre sono stati uccisi davanti a me ed ora sono triste”. Sta risuonando nella vostra testa ora, vero? Esattamente.

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Non forzate la storicità

Assassin’s Creed è legato fortemente alla storia vera, tanto da farti incontrare spesso alcune persone che sono realmente vissute nel passato. Questo aspetto viene trattato diversamente tra i vari giochi. In alcuni, come nella trilogia di Ezio e in Black Flag, questo aspetto è stato trattato molto bene.

I protagonisti partecipano alla storia tangenzialmente oppure in maniera relativamente poco essenziale. Sono tecnicamente parte dell’azione ma non al centro di essa, come il bambino pigro che, durante la lezione di educazione fisica, grida ma non colpisce mai la palla. Questo rende sensato ciò che non abbiamo mai sentito o saputo come, per esempio, il pirata gallese compagno di Barbanera in Black Flag.

Altre volte la storia arriva con le sembianze di un'insegnante alla mano, vestita come Paul Revere e cerca di coinvolgere gli studenti nelle lezioni. "Bene, eccoci qua", dice sollevando un sopracciglio con aria cospiratoria "penso che questa sera potrei farmi una corsa. C'è qualcuno qui che crede di potermi essere d'aiuto?".

In AC Syndicate, quando Evie Frye ha suggerito ad Alexander Graham Bell l’idea di chiamare il telefono “telefono”, mi sono sentito leggermente imbarazzata. Ci sono modi migliori per far capire che hai inserito nel gioco anche l’inventore del telefono piuttosto che dire “QUEST’UOMO HA INVENTATO IL TELEFONO”. In AC II, Da Vinci ha avuto un ruolo simile e non è mai accaduto che Ezio dicesse “ehi, lascia che ti presenti la mia amica Lisa Gherardini. Vuole che le sia fatto un ritratto. Ha anche un sorriso strano”, guardando direttamente nella telecamera.

Rendete interessante l’ambientazione

Gli Assassin's Creed più recenti hanno avuto alla base città molto popolate, quindi credo che sia il caso di uscire da questo contesto. I vecchi capitoli hanno beneficiato di un bel mix tra città e paesaggi naturali, rendendo più particolare la tua traversata.

È necessario che sia anche ambientato in un punto focale della storia, dove sono accaduti alcuni fatti interessanti. Quindi, non lo so, tirate fuori un’idea dal nulla, come l’antico Egitto, per esempio.