the sexy brutale

The Sexy Brutale, la nemesi di Hitman abbraccia Agatha Christie - recensione

30 aprile 2017 Di Recensioni

Quando tutti si aspettano da te Rime ma tu diventi publisher e porti sul mercato The Sexy Brutale, un nuovo titolo di Cavalier Game Studios.

C’è un nuovo Cluedo digitale in città, e si chiama The Sexy Brutale. Fortemente ispirato all’estetica del gioco da tavolo e dei lavori di Agatha Christie, il titolo per PC, PS4 e Xbox One rappresenta un caso più unico che raro nella scena videoludica moderna, ed è per questo che, al netto di imprecisioni e “scope” ridotto, ha subito ottenuto la mia attenzione.

Chiusi gli occhi su quello che è uno stile grafico particolare e gradevole, tappate le orecchie per una colonna sonora calzante, pad alla mano abbiamo un prodotto dalla preponderante componente esplorativa. Che, tuttavia, non si limita ad elargire ulteriori porzioni di mappa, utili alla soluzione dei misteri man mano proposti.

Come in Hitman, infatti, mettendo il naso qui e lì il giocatore ha la possibilità di ottenere nuove informazioni riguardo ai suoi obiettivi e alle loro storie. E The Sexy Brutale fa un ulteriore passo rispetto all’ultimo di IO Interactive: nessun briefing, neppure un’idea di chi siano i personaggi in cui ci si imbatterà, né, curiosamente, perché li si debba salvare – l’esatto opposto della mission dell’Agente 47.

Tutto questo, a conti fatti, è gradevole? Innegabilmente sì. Il nostro è un gioco in cui bisogna origliare o sbirciare dallo spioncino delle porte e, sebbene si lavori costantemente sulla soglia dello stalking, ottenere indizi e prove – le rivelazioni su passaggi segreti e trucchetti per attivare determinati meccanismi si sprecano – restituisce sempre una sensazione piuttosto gradevole.

E, parlando di rivelazioni, è il caso di menzionare l’altalenanza della scrittura in The Sexy Brutale. Ci si trova dinanzi a personaggi (chiamiamoli villain, i maggiordomi che si muovono inquietantemente per questa villa trasformata in casinò) che hanno un modo di esprimersi… brutale, è proprio il termine giusto, e assai caratteristico.

Si vede che per farli svettare lo sviluppatore ha messo gran parte della sua visione originale in loro, producendo uno sforzo creativo che altrove – ad esempio nella sola alleata disponibile nel corso dell’avventura – non si vede se non raramente. A volte il dialogo si limita ad un tutt’altro che poetico “prendi la maschera”, che in un contesto tanto vivace pare una nota stonata.

Curioso ma non so quanto funzionale l’utilizzo delle maschere ai fini ludici. In Persona 5, una maschera dà nuovi poteri: beccarne una è motivo di entusiasmo, perché rende più forti e avvicina al completismo, se vogliamo. Nel titolo di Cavalier, invece, la maschera è qualcosa da cui scappare, perché il contatto con quella del protagonista è vietato: se si trovano sulla stessa stanza (o sullo stesso livello) si innesca un’allerta che costringe alla fuga.

Ecco, com’è questa fuga? Se l’intento era mettere in moto un meccanismo di “paura” delle maschere altrui e quindi spingere allo stealth, beh, si può dire che lo sviluppatore non ha fatto centro. Una volta capito il funzionamento e i tempi del gioco – le maschere dei nemici si attivano troppo lentamente; la barra della salute è puro arredamento - vi muoverete con una certa libertà per tutte le location.

the sexy brutale
Una delle prime ambientazioni, e forse anche la più spettacolare.

Tra le cose che non mi sono piaciute trovano spazio i movimenti e le interazioni. In The Sexy Brutale, l’utente ha un tempo prestabilito in cui portare a compimento le proprie indagini, con l’opportunità di attivare degli orologi a pendolo per “salvare” la posizione e alcuni oggetti determinanti, allo scadere del quale si riavvia totalmente il giorno.

Irrita alquanto, quindi, che il protagonista si muova assai lentamente, senza possibilità di sprintare, e per qualche problema nella programmazione spesso stia impalato di fronte alle porte senza riuscire ad aprirle.

Inoltre, per passare da una stanza all’altra o persino salire una scala, ci si muove costantemente previa pressione di un tasto e non della leva analogica/croce direzionale. Questo porta, specie sul finire della storia, a compiere un gesto anziché un altro, perdendo altro tempo e altra pazienza.

Altro particolare che potrebbe non entusiasmarvi, l’assenza di organicità nel racconto: i “casi” si susseguono senza un particolare collante a tenerli insieme, con lo svenimento del protagonista all’acquisizione di una nuova maschera, con relativo e trascurabile potere, e riavvio del giorno per tentare di completare la buona azione quotidiana. Non ci farete granché caso ma, nel quadro di una valutazione sulla narrazione e sulle relative ambizioni, è giusto tenerlo presente.

Versione testata: PS4

6.5
  • L'esplorazione ripaga
  • Stile e meccaniche di gioco originali
  • I movimenti sanno essere frustranti
  • Mancano stealth e collante

The Sexy Brutale è un titolo da €19,99 che sa intrattenere, anche se per un quattro cinque ore, con la sua componente esplorativa che è funzionale non soltanto al completamento della mappa ma anche ai fini narrativi. Manca qualcosa qui e lì - organicità, suspense ludica... - ma se vi piacciono le avventure investigative tenetelo in considerazione.