"Ciclicamente arriva qualcuno che si mette su un piedistallo e dice 'i videogiochi dovrebbero essere così e non dovrebbero essere così'. Si sbagliano sempre".

Neil Druckmann, director e co-writer di The Last of Us: Part II, si è scagliato così contro un articolo di The Atlantic in cui si osserva come i videogiochi stiano meglio senza grandi storie.

Un parere molto forte che, evidentemente, trova assolutamente contrario uno che da quando è in giro ci ha fornito storie come quelle di Uncharted 4: Fine di un Ladro e The Last of Us.

Qual è il vostro parere al riguardo, in un momento storico che vede i videogiochi sempre più impegnati non soltanto nel raccontare trame ricche di interesse e significato, ma anche più impegnate socialmente e vicine alle realtà di tutti i giorni?

Druckmann è stato rapidamente spalleggiato da Cory Barlog, director di un'altra esclusiva di peso della scuderia Sony, che si sta prodigando per portare God of War in una dimensione cinematografica più umana.

"I giochi sono quello che sono", ha spiegato Barlog, "e sono dannatamente gloriosi!". Come non concordare, a prescindere dallo 'schieramento' videoludico, con queste parole?

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The Last of Us: Part II? Una grande storia!

Proprio recentemente, il presidente di Naughty Dog Evan Wells aveva spiegato che il secondo capitolo della serie survival avrà una grande storia.

"Abbiamo un sacco di idee riguardo l'universo di Uncharted e attualmente siamo anche impegnati con The Last of Us: Part II allo stesso tempo", aveva dichiarato Evan Wells.

"Sarà un grande gioco, con una grande storia".

Wells aveva inoltre sottolineato come il lavoro sul titolo stia assorbendo le forze della software house che al momento conta circa 200 persone.