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What Remains of Edith Finch, giocare con il videogioco - recensione

29 aprile 2017 Di Recensioni

What Remains of Edith Finch è un titolo difficile. Non si capisce bene cosa voglia o cosa pensi di essere, anche se quello che ha creato è incredibile.

What Remains of Edith Finch è un titolo il sui sapore non è adatto a tutti i palati, anzi, possiamo quasi dire che il suo sapore è così particolare da non riuscire a incontrare pienamente il gusto di nessuno.

Si tratta di un titolo atipico, persino per il suo genere di appartenenza, i cosiddetti “walking simulator”, per via del suo stile particolare che “gioca” moltissimo con il linguaggio videoludico. Sarà una recensione “difficile”, sia per me che mi appresto a scriverla, sia per voi poiché al suo interno non troverete molto riguardo al gioco.

Già, si tratta di un titolo la cui anima è il videogioco stesso per cui qualsiasi parola spesa in merito è, a conti fatti, la distruzione della magia stessa che gli sviluppatori hanno cercato di creare con l'intera struttura di gioco.

Possiamo dire poco, pochissimo, in merito a What Remains of Edith Finch, costretti dalla natura stessa del gioco a limitarci agli aspetti superficiali dello stesso.

What Remains of Edith Finch
Ognuno di noi ha sognato di volare su un'altalena.

Il titolo affronta un tema piuttosto comune all'interno del media videoludico - la morte - ma lo fa con estrema disinvoltura e con un grandissimo tatto, tanto da risultare molto impattante sul giocatore, “giocando” molto sul piano emozionale. Anzi, se vogliamo essere precisi, What Remains of Edith Finch gioca molto con le sensazioni del videogiocatore. Ma capirete, spero, strada facendo.

Il titolo ci immerge, letteralmente, all'interno della storia della famiglia Finch, raccontata attraverso la casa che ogni membro della famiglia ha utilizzato nel corso della sua tragica vita. Ognuno di essi, tranne la nostra protagonista, è morto in qualche stravangante modo e questo per via del fatto che questa famiglia sembra essere avvolta da una sorta di maledizione. C'è chi lo chiamerebbe semplicemente destino, ma per i Finch le cose sono decisamente diverse per via della loro singolare natura.

Tutti quanti hanno qualcosa di strano che li caratterizza e questo ci viene raccontato non solo attraverso le loro storie, che vivremo in prima persona ogni volta che ne troveremo il diario, ma anche attraverso le loro stanze all'interno della casa. La casa stessa ci racconta molto dei Finch e della loro stranezza rispetto al resto del mondo.

Uno di loro ha addirittura cercato di navigare con la sua stessa casa, morendo per via di un naufragio a pochi metri dalla costa: i resti di questo tragico evento sono ancora ben visibili. Nonostante la scrittura del titolo sia piuttosto semplice, scarna e, per essere del tutto sinceri, praticamente noiosa, la sua struttura narrativa è incredibilmente varia e ben strutturata (anche se bisogna dire, però, che paghiamo lo scotto di questa varietà nel gameplay).

What Remains of Edith Finch
Una casa piena di stranezze.

A fronte di una storia delicata ma poco interessante, abbiamo un gameplay che ridefinisce, se così si può dire, il concetto stesso di “walking simulator” che, d'ora in poi, dovrà buttare un occhio a questa produzione.

Di cosa stiamo parlando in soldoni? Il titolo parte da una forma piuttosto comune, una struttura a corridoio in cui si può interagire con gli “oggetti di scena” per poter ascoltare e leggere i dialoghi ad essi associati e ricostruire così la storia narrata.

What Remains of Edith Finch non cambia una virgola di questa formula ma ne rafforza i contenuti, offrendo una nuova visione del videogioco. Difficile spiegare cosa si prova a vedere il testo comparire di fronte a noi per pi vederlo sgretolarsi sotto ai nostri occhi, così come è difficile spiegare cosa si prova leggendo la storia di ognuno dei personaggi. Non si tratta di semplice lettura, infatti. Ogni personaggio ci viene presentato in prima persona attraverso una tecnica narrativa, e videoludica, differente.

Si va dalla bambina che ha incontrato il successo cinematografico, la cui storia ci viene raccontata attraverso un fumetto, alla storia di un vecchio cacciatore, le cui vicende ci vengono raccontate attraverso alcune fotografie. Ognuno di questi racconti ci immerge nei panni del protagonista per il quale il gameplay cambia improvvisamente e si passa dal dover semplicemente camminare al fare fotografie (e basta) a oggetti o persone particolari, o al trasformarsi in squali affamati che devono rincorrere una foca.

What Remains of Edith Finch
Qui inizia la nostra avventura.

Capisco benissimo come, leggendo questo pezzo, si possa essere confusi dall'offerta di What Remains of Edith Finch, senza riuscire a capire cosa effettivamente il gioco sia o crede di essere. Effettivamente questo titolo non è assolutamente niente.

Si potrebbe definire un esperimento. Gli sviluppatori si sono divertiti a giocare con il linguaggio videoludico per raccontare una storia piuttosto banale e poco avvincente, con il risultato di un gioco la cui definizione è impossibile.

What Remains of Edith Finch è un'accozzaglia di idee geniali di cui nessuna attecchisce realmente nel terreno, ti fa annusare l'estro ma non ti mostra mai abbastanza. Possiamo dire che è un inizio. Un nuovo inizio per il genere. Un buon inizio, ma non necessariamente un grande gioco.

6.5
  • Buon comparto narrativo
  • Esteticamente gradevole
  • Storia poco interessante
  • Gameplay decisamente troppo vario e variabile

Se dovessimo posizionare quelli che vengono definiti “walking simulator” su una linea temporale, possiamo notare una netta divisione fra quello che è stato il genere prima di What Remains of Edith Finch e quello che sarà dopo. Il titolo dà vita a quello che possiamo chiamare Walking Simulator 2.0. Il suo unico problema è quello che ci si può aspettare da un titolo da un tale carico di responsabilità: è solo un piccolo, modesto, inizio. What Remains of Edith Finch non è un bel gioco ma è un ottimo esperimento.