prey

Prey, ansie e incertezze su Talos I - prova

29 aprile 2017 Di Anteprime

La stazione Talos è finalmente aperta a tutti, almeno in parte. Arkane Studios ha pubblicato la demo gratuita di Prey su PS4 e Xbox One. Ecco il nostro provato.

La storia di Prey è decisamente travagliata. Non si parla della trama, in quanto nella breve ora di gioco della demo né abbiamo potuto assaporare molto poca, ma bensì del suo sviluppo. Il gioco originale sbarcò su Xbox 360, poco più di un decennio fa. Si trattava di un titolo curioso, un FPS che ci metteva nei panni di un nativo americano con curiosi poteri spirituali, rapito dagli alieni in una serata di normale ozio al bar.

Le meccaniche di gioco erano molto simili a quelle di DOOM 3, all'epoca approdato da poco sul mercato. Detto ciò, il gioco non fu un vero e proprio successo, ma si pensò subito di lavorare su un seguito soprattutto grazie alla community creatasi intorno al capitolo originale. Human Head Studios venne inizialmente incaricata del sequel, ma i lavori non iniziarono praticamente mai. Nei successivi anni i lavori sul gioco sembravano iniziare e subito interrompersi, tanto che apparvero anche alcuni screenshoot riguardanti una stazione spaziale aliena, abitata da diverse razze.

Ovviamente i lavori non arrivarono mai a compimento e per molti altri anni il gioco rimase in una sorta di limbo, rimbalzato da uno studio all'altro. Fin dal 2009 il brand divenne di proprietà della società che controlla Bethesda e ben presto approdò negli studi canadesi.

Dopo che il precedente progetto venne cancellato nel 2014, nei mesi successivi si pensò ad una ripresa in mano del franchise con un reboot. Questo venne quasi subito affidato ad una software house che aveva sfornato da poco un grande successo, Dishonored, e qui parliamo ovviamente di Arkane Studios.

Prey
L'immancabile tuta di ogni titolo fantascientifico.

Arriviamo quindi ad oggi, giorno nella quale la demo gratuita di Prey è diventata pubblica, permettendo ai giocatori di PlayStation 4 e Xbox One di provare questa nuova avventura fantascientifica. Prey ci ha messo nei panni di Morgan Yu, scienziato o scienziata, ma anche cavia in procinto di partire per la stazione spaziale Talos in orbita intorno alla Luna. O forse no?

Parlare di certezze in un titolo come Prey è un passo falso, sia per il gameplay in sé, ma anche per il fatto che ci troviamo di fronte ad un prodotto da anteprima. Pur rappresentando la prima sessione del gioco, ci auguriamo una maggiore rifinitura generale del gioco, ma andiamo con ordine e riprendiamo da capo. Le certezze in Prey saranno veramente molto poche, fin dal suo primissimo istante. Come spesso capita ci troveremo in una situazione controllata e sotto certi aspetti abbastanza rilassata.

Fin da subito, però, qualcosa non quadrerà. A darci queste sensazioni saranno i curiosi esperimenti in stile Portal alla quale verremo sottoposti, o i strani personaggi che ruoteranno intorno a noi. Come da copione le cose cominceranno ad andare male, ma ciò nonostante non saranno più chiare, né più sicure. In questo clima di totale ansia ed incertezza rientrano quasi ad hoc i nemici che dovremo affrontare fin da subito: i mimic.

Trattasi di una sorta di razza aliena in grado di mutare forma in qualsiasi oggetto. Ed è qui che viene il bello. Il gioco fin da subito ti fa scoprire la possibilità di interagire con qualsiasi oggetto, prendendolo, lanciandolo, spostandolo o rompendolo. Ogni cosa ed ogni superficie reagirà alla nostra azione. I mimic avranno la capacità di camuffarsi con l'ambiente e trasformarsi in una sedia vicino ad un tavolo, un secchio in mezzo ad un corridoio od un estintore appoggiato vicino al muro.

Prey
Il buongiorno si vede dal mattino. Ma c'è qualcosa di strano...

Questa variabile non solo è molto destabilizzante, ma ha fatto prendere il sopravvento a sentimenti come l'ansia ed il continuo senso di apprensione per il mondo circostante. Una stanza nuova non darà mai l'idea di essere sicura, anche se vuota e con una sola uscita. Guarderemo ogni posacenere con sospetto e capiterà più di una volta di colpire con la nostra fidata chiave inglese qualche suppellettile a caso.

Il tutto è reso magistralmente da un uso sapiente dell'audio. I mimic infatti attaccheranno il nostro protagonista se si sentiranno in pericolo e questo sentore è direttamente proporzionale alla nostra vicinanza. Ma non saranno perfettamente nascosti.

Come detto ci sarà l'audio a darci una mano, suggerendoci in un modo molto particolare la presenza di mimic nella stanza e con un po' di attenzione e di esperienza, anche la loro posizione. In fondo non si tratta di un titolo horror, in cui il jump scare è una delle armi principali dello sviluppatore. Qui lo scopo non sembra essere quello di spaventare il giocatore, ma instillare una grande dose di insicurezza.

Il tutto non si esaurisce nella lotta ai mimic, ma anche nella nostra sopravvivenza. Il gioco prende molto da altri titoli del passato come un paio di capolavori di Warren Spector, Deus Ex e System Shock con meccaniche molto simili sia nella gestione dell'inventario, sia nelle abilità. In giro per la base potremo recuperare i neuromod, delle sostanze che aiuteranno a migliorare le nostre abilità. Più ne troveremo, più saranno i punti che potremo spendere per migliorarci.

Qualcuno ha detto anche BioShock? Interessante sarà analizzare, nel gioco completo, questo aspetto del gioco, che per ora è risultato quello toccato più superficialmente nella demo.

prey
Le cose da subito non si metteranno bene.

Non manca il crafting e almeno per quello che si è visto in questa prima ora di gioco, da l'idea di essere molto profondo con parecchi materiali recuperabili. Si potranno addirittura scomporne alcuni per estrarre componenti atti a costruirne altri, grazie ad apposti progetti che potremo trovare esplorando la base. Tutto questo considerando i nostri bisogni primari, quindi mantenere la salute ad un livello accettabile e sopratutto fornire una costante manutenzione alla tuta che con i numerosi colpi ricevuti tenderà a rompersi.

Tutto questo sembra essere un assaggio di quello che sarà l'esperienza finale del gioco. Anche se un'incognita resta, vale a dire il sistema di progressione. Considerando che si parla di una demo, ci può stare il fatto di avere una crescita iniziale molto rapida, fatta con l'intenzione di mostrare alcune caratteristiche fondamentali. Si spera che la versione finale del gioco non risulti, però, così “facile”.

Non mancheranno le armi. In questo prima assaggio ne abbiamo potute provare alcune, tra cui la pistola silenziata, la chiave inglese, il fucile gloo in grado di lanciare una sostanza che immobilizza qualsiasi cosa colpita ed una balestra con una funzione simile.

Fin dai primi utilizzi, la sensazione che si prova non è di un titolo titolo che punta sul fattore shooting, ma che in alternativa propone numerose strade alternative a queste e questa sensazione la si sente soprattutto pad in mano, con un feeling sulle armi veramente poco incisivo. Difficilmente utilizzeremo armi da fuoco e molto spesso sembra essere preferibile utilizzare armi da mischia o il fucile gloo.

Prey
Il fucile gloo sarà un'arma fondamentale.

Precedentemente abbiamo parlato del sistema di progressione. Ma che dire delle mappe e del level design? Di sicuro giochi come Deus Ex hanno fatto da maestro in questo, ma l'esperienza accumulata da Arkane Studios con i due Dishonored ha probabilmente facilitato il compito nel creare queste aree esplorabili e sostanzialmente ad approccio libero.

La demo ci ha messo a disposizione un intero hub del gioco, da cui poter raggiungere diverse stanze. Si tratta di un area sostanzialmente limitata, ma dall'enorme esplorabilità che lascia intendere molto sulla quantità di zone del gioco completo. Resta, comunque, l'incognita backtracking

Tornando sui livelli, fin da subito ci viene messa di fronte la possibilità di affrontare ogni singola situazione in una miriade di possibilità. Ogni porta, ogni corridoio od ogni computer può essere aperto, attraversato o violato in un modo differente. Starà a noi decidere il modo, a seconda del nostro modo di giocare, o anche semplicemente dalle risorse che avremo in quello specifico momento.

Non c'è che dire le premesse di Prey son decisamente ottime. Ci troviamo di fronte ad un titolo dalle grandi potenzialità, ma che di sicuro ha ancora molto da offrire e di cui questa demo rappresenta solo un piccolo assaggio. Ci è piaciuto il modo in cui la trama sembra esserci raccontata e queste meccaniche ispirate a capolavori del passato, ma comunque declinate in una nuova formula atta a fondere il vecchio con il nuovo.

Prey
Esperimenti "stile Portal".

Ovviamente però non potevano mancare anche alcune perplessità. Teniamo conto che si tratta pur sempre di una demo e non di un prodotto finito. La versione provata è stata quella su PlayStation 4 standard. In questo caso dal punto di vista tecnico ci siamo trovati di fronte ad un titolo non troppo stabile e soprattutto dall'ottimizzazione lungi dall'esser perfetta.

Possiamo in questo citare un dettaglio delle texture che in alcuni ambiti risulta sottotono, un anti-aliasing troppo leggero in diverse location ed un frame-rate che difficilmente manterrà i 30 fps fissi, soprattutto nelle fasi più concitate.

In definitiva, si è trattata di un'ora interessante passata in compagnia di Prey. Il titolo di Arkane sembra essere davvero promettente sotto molti aspetti, mentre su altri la speranza è per un raffinamento maggiore nella versione finale del gioco.

Il titolo sembra unire diversi generi e gameplay e uesto potrebbe essere un enorme punto di forza, il successo del quale dipenderà tutto dal bilanciamento con cui la software house ha deciso di strutturare l'intera avventura. Il 5 maggio è davvero vicino, non resta altro da fare se non aspettare prima di poter rimetter piede sulla stazione Talos. E occhio ai posacenere!

Copertina: Game Informer