Switch è una console molto particolare – e quando mai le piattaforme Nintendo non lo sono, direte, a ragione, voi – perché è nata con una killer application difficilmente superabile quale The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

A questo punto, ad un mese dal lancio, avrei dovuto esordire con un “la Grande N è alla ricerca di un titolo che ne giustifichi l’acquisto a prezzo pieno…”. E forse ce l’avrei già avuto, perché Mario Kart 8 Deluxe è un gioco da avere assolutamente, senza se e senza ma.

Ok, è un port o poco più della versione già disponibile su Wii U. E allora? In tutta onestà, ho colto il reale valore dell’edizione Deluxe quando ho potuto giocarci in pausa pranzo, in ufficio, sia nella modalità portatile che tabletop. Un’oretta di gameplay purissimo, senza pensieri, leggero come il kart del mio Link.

Questo sì che è gioco terapeutico. Riconoscerò che, tra le mura di casa, accomodato in maniera bislacca sulla poltrona in pelle del mio salotto, ho sentito e sento la mancanza di una modalità campagna/storia vera e propria. Perché sono un maniaco della narrazione e della linearità, e lo sapete: quei gran premi sparsi così per il gioco un po’ mi smarriscono.

La valutazione è completamente opposta on the go: Mario Kart 8 Deluxe ti permette di giocare senza alcun tipo di raziocinio, toccata e fuga, sia con gli amici che con degli sconosciuti in rete.

Senza dimenticare un’intelligenza artificiale particolarmente infame che è capace di strappare i tuoi sogni di gloria anche sulla linea del traguardo (in svariati casi mi sono ritrovato settimo od ottavo mentre a pochi metri dalla fine ero in cima alla classifica).

Che ci vuoi aggiungere, allora, ad un titolo così. Levigato e raffinato come pochi, grazie ai DLC già compresi nel pacchetto, grazie agli svariati mesi passati ad aggiornare e sistemare ogni minima sbavatura in un gameplay fresco eppure calcolato al centimetro.

mario kart 8 deluxe
Su due ruote feeling leggermente diverso. Non è solo un fatto di estetica.

Dicevo di competizione infame: sì, certo, lo è. Paghi ogni minima disattenzione a caro prezzo, hai la necessità di imparare in un modo o nell’altro come difenderti da ogni attacco, o a rassegnarti iniziando a contare i secondi che passeranno da un assedio inevitabile.

La cosa divertente è che non te ne può fregar di meno. Anzi, quando vedi quel segnalino alle tue spalle ti viene quasi da ridere pensando a quanto succederà da lì a poco. Sghignazzi pensando che in pista c’è un’IA che sa ragionare, leggendo i tuoi comportamenti (aspettando ad esempio che ti avvicini per appoggiarti la buccia di banana), o che dall’altro lato del mondo si pensa a modi per vederti fuori dalla pista.

Di norma, e forse è questo l’errore più grande che si sta commettendo in un genere senza più valvola di sfogo, la competizione è un fattore sì frustrante ma fondamentale, anzi imprescindibile con questo set di game design preimpostato, nei racing game.

In Mario Kart 8 Deluxe, questa non ha alcun valore: sfrecciando sui diversi tracciati inclusi nell’ultimo titolo del platform holder di Kyoto ho notato che non te ne può fregar di meno di arrivare al primo o al decimo posto. Mai come in questo caso il viaggio è più della meta.

E parlando del viaggio, come non citare i percorsi – tutti disponibili fin dal primo istante. Per gran parte delle categorie di kart, frenare non è una preoccupazione, come del resto da tradizione della serie; con la 200cc, invece, serve una reinterpretazione seria non soltanto del freno ma anche dei tool a disposizione, nel senso più offensivo del termine.

mario kart 8 deluxe
Il ritorno della modalità Battaglia.

È fondamentale, anche, capire che tipo di percorso si andrà ad affrontare. Approcciarsi a tutte le piste in egual maniera non ha molto senso, specie se si ambisce ad essere più competitivi possibile (magari online).

Vanno studiati gli ostacoli e i sentieri alternativi, va capito come maneggiarli e come piegarli a proprio vantaggio. Prendere una curva più larga a volte non è sintomatico di errore ma della volontà di sfruttare un turbo che altrimenti, con una traiettoria più sicura ma lenta, si perderebbe… per strada.

Insomma, le apparenze ingannano, e mai come nel caso di Mario Kart 8 Deluxe il vecchio adagio è più appropriato. Pure in termini di complessità: la modalità battaglia, sistemata con tracciati ad hoc presi in prestito dai classici della serie e non adattati alla meglio, è ora parte integrante della formula e non sembra più appiccicata affianco alle corse semplici (che restano comunque la mia attività preferita).

L’attività che mi è piaciuta di più, e che forse rapisce maggiormente l’occhio, è Guardie e Ladri, in cui uscire dal campo di battaglia con il maggior numero di monetine possibile. Battaglia palloncini, tra quelle più eye-catching, è quella che probabilmente richiede un livello d’attenzione superiore, perché giocare solo in attacco non basta mai.

Quanto al rapporto con Nintendo Switch, va osservato che il consumo della batteria è pressoché in linea con The Legend of Zelda: Breath of the Wild – siamo sulle tre, quattro ore – e diversamente dall’avventura open world di Link va bene così. In modalità portatile non mi ci vedo a giocare per un lasso di tempo così imponente, parliamo pur sempre di un racing…

mario kart 8 deluxe
Il sorriso di chi sta per prendersi un guscio sul muso.

Il comparto audiovisivo, invece, è ancora di alto livello. Switch non introduce migliorie di grosso rilievo ma, con la console tra le mani, è impressionante vedere certi effetti di fumo e illuminazione (alla sgommata iniziale, per esempio) su una piattaforma portatile.

Certo aliasing e uno strano comportamento delle ombre si affacciano all’orizzonte, ridotti se non azzerati sul televisore di casa grazie alla risoluzione superiore, ma l’aspetto grafico è complessivamente molto, molto soddisfacente. Chissà con un sequel nativo…