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Nel 67% della case americane si trovano videogiochi

20 aprile 2017 Di News

Stando ad una statistica pubblicata dall'ESA, negli Stati Uniti sono molte le famiglie in cui si gioca o si possiede un device per giocare.

Stando ad un recente report di Entertainment Software Association o ESA, si è scoperto un dato interessante legato agli Stati Uniti. Infatti, stando a quanto riportato quasi due terzi degli americani giocano ai videogiochi.

Più nello specifico si parla delle case americane, nella quale si afferma che nel 65% dei casi è possibile trovare all'interno dell'abitazione almeno un membro della famiglia che gioca per almeno due o tre ore al giorno.

Oltre a ciò, nel 67% delle case americane si trova un device per giocare, che sia una console od un PC predisposto per tale uso. "L'America è una nazione di videogiocatori. Le famiglie lungo tutta la nazione si divertono con le esperienze video ludiche che danno divertimento ed immersività", ha dichiarato il CEO di ESA.

Un ulteriore dato riguarda l'età media dei videogiocatori americani, che si piazza tra i 18 ed i 35 anni.

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GDC ed ESA rispondono al blocco delle frontiere imposto da Donald Trump

Tra i tanti ordini esecutivi emanati dal neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, uno dei più controversi riguarda la sospensione per 3 mesi degli ingressi per i cittadini di sette nazioni mussulmane. Si tratta di Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

Il decreto è stato contestato sia a livello interno, che a livello internazionale. Aziende e intere frange della società si sono opposte con forza alla decisione presidenziale, inclusa gran parte dell'industria videoludica.

Tra questi si sono espressi in primo luogo gli organizzatori della GDC di San Francisco. L'evento dedicato agli sviluppatori che tutti gli anni prende posto nella città californiana accoglie ogni anni, programmatori, giornalisti e curiosi da tutto il mondo. In vista di questo blocco, gli organizzatori si sono espressi contro la decisione di Donald Trump e al contempo hanno dichiarato che rimborseranno chiunque sia stato affetto dal blocco alla frontiera.

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