A Rose in the Twilight è un titolo di difficile lettura poiché sembra voler rispondere alle esigenze di una nicchia piuttosto ristretta di videogiocatori che vanno alla ricerca di un titolo lento e d'atmosfera. Sviluppato da Nippon Ichi Sotware, il titolo ci racconta la storia di Rose, una bambina caduta in un sonno così profondo da sembrare morta.

Proprio la morte, assieme al sangue, è il tema più ricorrente all'interno del gioco che con le sue atmosfere darkeggianti non mancherà mai di instillarci nell'animo una sensazione piuttosto spiacevole. A fare compagnia alla giovanissima protagonista è una piccola rosa bianca con la quale si potrà essere in grado di “controllare” il sangue. Spieghiamo per bene cosa si intende con questa meccanica però.

Rose sarà in grado di assorbire del sangue dalle cose, tingendo di rosso la sua rosa, oppure di versarlo addosso ad oggetti inanimati per ridar loro vita così da poterci interagire. Allo stesso tempo possiamo ucciderci tramite le spine della rosa per poter ripartire da alcuni checkpoint particolari, una meccanica necessaria per la risoluzione di alcuni puzzle.

Oltre a queste macabre interazioni con il sangue, la nostra Rose potrà contare sull'aiuto di un silenzioso compagno: un golem senza volto al quale restituiremo la vita tramite, appunto, il nostro sangue.

Saremo in grado di utilizzare uno dei due personaggi alla volta tramite la pressione del grilletto destro: quando utilizzeremo il golem, la giovane Rose rimarrà senza vita e potrà essere spostata e lanciata dal suo grosso compagno. Allo stesso modo, nel momento in cui utilizzeremo Rose, sarà il gigante ad essere inerme e privo di vita all'interno dello scenario di gioco.

Tramite un sapiente mix di tutti questi elementi di gameplay, il titolo riesce ad offrire una buona varietà di puzzle al giocatore anche se ben presto subentrerà una certa monotonia negli stessi. Il giocatore troverà quasi più affascinanti l'atmosfera e le vicende narrate che il gameplay in sé che, ben presto, passerà letteralmente in secondo piano proprio per via di una certa ripetitività nelle azioni di gioco.

La narrazione avviene in maniera piuttosto calma e procede attraverso il sangue, il quale sarà carico di memoria. Ogni volta che Rose ne assorbirà da un oggetto chiave all'interno del lugubre castello in cui si è “svegliata” riuscirà a rivivere i ricordi e le emozioni di qualcuno, ricostruendone, poco a poco, la storia. Ben presto anche il rapporto con il golem muterà completamente, passando dall'essere basato sul mero utilizzo del ciccione all'essere pregno di significato ed emozioni.

A Rose in the Twilight offre uno stile grafico piuttosto semplice e basilare, che fa delle tonalità di grigi e neri il suo punto di forza: ci sembrerà di soffocare in alcune zone del castello mentre in quelle più aperte saremo sempre accompagnati da un forte senso di disagio, complice anche una colonna sonora che, anche se poco incisiva, riesce a dar vita ad un'atmosfera piuttosto interessante.

I suoni ambientali, inoltre, conferiscono al lato artistico del titolo quel qualcosa in più che fa sempre tanto piacere vedere in una produzione di questo genere. Il comparto sonoro, quindi, se da un lato non lascia il segno, dall'altro mostra un potenziale non indifferente.

A Rose in the Twilight
Quanto è carino il ciccione di pietra?

Il titolo, come già accennato, non è esente da difetti che possiamo riscontrare in tre ambiti principali: il platforming, i puzzle e la narrazione. Per quel che riguarda il primo, il problema principale è la sensibilità dei movimenti che, spesso e volentieri, ci farà sbagliare un salto che ci porterà a dover ripetere una lunga sezione di gioco. La conseguenza diretta è la monotonia che, complice una certa ripetitività dei puzzle, porta piuttosto frequentemente al desiderio di abbandonare l'avventura per giocare a qualcos'altro.

La narrazione, invece, pecca per un unico piccolo dettaglio: i lunghissimi testi da leggere. Se da una parte piccole cutscene ci guideranno all'interno della scoperta del passato del luogo e dei nostri due protagonisti, dall'altra saremo costretti a leggere lunghissime sessioni di testo per apprendere dettagli importanti che saranno necessari anche per il proseguimento dell'avventura.

Inutile dire che questa trovata spezza, e non poco, il già lento ritmo narrativo del titolo anche se la storia narrata è piuttosto gradevole da leggere e offre molti spunti interessanti. Se poi vogliamo trovare un ultimo pelo nell'uovo, possiamo dire che la mancanza di una localizzazione italiana si fa sentire decisamente tanto, soprattutto se pensiamo che c'è davvero molto da leggere.

Concludendo, A Rose in the Twilight è un titolo che può essere pienamente goduto da chi si trova nella condizione mentale di voler affrontare un'avventura basata quasi esclusivamente sulle atmosfere di gioco. Per tutti gli altri, purtroppo, è meglio spostarsi su un titolo differente.

Versione testata: PS Vita