Snake Pass è un titolo difficile, non solo nelle meccaniche fortemente atipiche per il genere di gioco a cui sembra appartenere, ma anche per via del fatto che è davvero complesso da inquadrare. Sumo Digital, il gruppo di ragazzi dietro al suo sviluppo, lo presenta come un platform urlando a chiare lettere uno slogan piuttosto strambo: pensa come un serpente.

Fin dai primi trailer appariva chiaro, in effetti, che il gioco avesse qualcosa che non andava: il protagonista è un serpente capace semplicemente di strisciare.

Sì, siamo di fronte ad un platform senza piattaforme e senza la meccanica fondamentale del genere, il salto. Descrivere il feeling con il gioco è pressoché impossibile senza consegnare all'interlocutore il pad e farlo sudare, annaspando all'interno di un sistema di gioco che potremmo definire semplicemente cattivo. Snake Pass è un titolo che non lascia tregua: affatica e punisce il giocatore senza alcuna remora.

Il titolo si apre con il nostro alter-ego sonnecchiante  - chiamato Noodle - quando Doodle, un irritante colibrì, ci sveglia per informarci di una grave minaccia che sta disturbando i portali distribuiti lungo tutto il mondo di gioco.

Queste sono le semplicissime e semplicistiche premesse dietro Snake Pass, che si pone fin da subito come un “platform” old style, che ricorda molto da vicino le vecchie produzioni Rare. Da qui fino alla fine del gioco, invece, è l’inferno. Un inferno che affonda le proprie radici all'interno di un sistema di controllo macchinoso, complesso e incredibilmente punitivo, che spinge il giocatore al limite della sua pazienza per poter essere compreso pienamente.

Il nostro Noodle è capace, come ogni serpente, solo di strisciare pertanto l’unica azione richiesta al giocatore è quella di strisciare (mediante l’utilizzo del grilletto destro) muovendosi a destra e sinistra con l’analogico sinistro.

Con quello destro, come spesso accade nei platform in 3D, si muove la telecamera, mentre con il grilletto sinistro saremo in grado di stringere la nostra presa. Proprio su questo “semplice” concetto si basano fisica e puzzle di gioco poiché saremo in grado di attorcigliarci attorno ad ogni cosa e, per mantenere salda la presa, dovremo stringerci attorno all'oggetto desiderato.

Mediante Y, invece, chiederemo al petulante colibrì di sollevarci la coda per agevolarci i movimenti in fase di arrampicata. Tutto qui. Eppure la curva di apprendimento è ripidissima, quasi verticale, e non lascia spazio a nessun tipo di esitazione.

Snake Pass
Attorcigliarsi senza cadere. Certo.

Le prime ore di gioco sanno essere frustranti, al punto da spingervi a mollare tutto e spegnere definitivamente la console. Effettivamente è quello che mi è successo. Questa è una delle poche volte in cui mi sono accorto della grandezza di un titolo solo per “colpa” del mio lavoro: perseverando, per poter scrivere di Snake Pass, ho imparato a padroneggiarne lo strano sistema di controllo per poi scoprire che lo slogan "pensa come un serpente", era la chiave di lettura dell’intera esperienza.

Ho abbandonato ogni mia conoscenza del genere e ogni mio credo per poter riuscire a comprendere pienamente quello che si nasconde dietro il sistema di Snake Pass, estremamente punitivo. Il risultato? Ho goduto di una delle migliori esperienze di level design degli ultimi anni. Sì, perché per sviluppare un platform senza piattaforme in cui l’unica regola e comportarsi da serpente e strisciare lungo canne e travi, penzolare nel vuoto e non cadere, è svolgere un lavoro di level design incredibile.

In effetti, i ragazzi di Sumo Digital hanno creato un piccolo gioiello architetturale che saprà convincere solamente i giocatori che intenderanno raggiungere il 100%. Per completare ogni livello sarà necessario, infatti, trovare tre pietre.

Se vogliamo raggiungere la percentuale massima di completamento, però, possiamo inoltre impegnarci nella ricerca di 5 monete per ogni livello e una serie di collezionabili azzurri. Solo in questo caso, saremo messi di fronte alla vera sfida del gioco e al lavoro dettagliatissimo effettuato dagli sviluppatori.

Snake Pass
Ricordo solo le bestemmie alla caduta.

Tecnicamente parlando, il titolo ci mette davanti i suoi più grandi difetti, almeno per quel che riguarda la versione Switch da noi provata (dal momento che la console non riesce a dare pieno spazio alle potenzialità di Unreal).

Il livello qualitativo generale dei paesaggi lascia un po’ a desiderare poiché, a fronte di un eccellente level design, abbiamo una scarsa differenziazione di ambienti che, livello dopo livello, fanno trasparire una certa monotonia.

Sul comparto sonoro, invece, c’è davvero ben poco da dire vista l’elevata qualità della colonna sonora che ci accompagnerà per tutti e 4 i mondi di gioco. Concludendo, Snake Pass è un titolo che può essere realmente apprezzato solo da coloro i quali saranno capaci, con impegno, a padroneggiarne le meccaniche senza scoraggiarsi di fronte alle prime - eccessive - difficoltà.

Il titolo è un grandissimo omaggio ai grandi classici Rare e questo, assieme alle atmosfere giocose e colorate e all'eccellente level design, convincerà il più nostalgico ed esigente dei giocatori.

Versione testata: Nintendo Switch