Una delle cose che mi sta facendo gradualmente innamorare di Persona 5 è il suo comparto sonoro, che è stato impreziosito con alcuni brani molto ispirati.

La caratteristica principale dell'OST del nuovo gioco di ruolo Atlus, al pari della narrazione, è la presenza di una duplice anima: una palese, e l'altra nascosta da una stilosa maschera.

Il risultato è un concerto di tante canzoni dal ritmo veloce e frenetico a sostenere le fasi action, e altri pezzi melodici e delicati a sottolineare i momenti riflessivi.

In quest'ultima categoria cade il mio preferito: Beneath the Mask (Shoji Meguro). Questo brano, che in una prima fase è disponibile in-game soltanto strumentale, può essere ascoltato al Cafe Leblanc.

All'interno del gioco, riveste la medesima funzione dell'iconica traccia udibile nelle save room di Resident Evil - o almeno questa è la sensazione, splendida, che l'ascolto mi ha restituito fin dal primo istante.

Allo stesso modo, il feeling che deriva dal passaggio da strumentale a "completa", con tanto di voce di Lyn, mi ha colto parecchio piacevolmente di sorpresa.

https://youtu.be/h2P_hqhu5rQ?list=PLOjg1uqS4bqKA6kl2o6fC7XSibWLZ8yKi

Suggerisco anche The Poem of Everyone's Souls, una vecchia conoscenza della serie che vi capiterà di passare in rassegna ad ogni capatina nella Velvet Room.

Vocalmente la più ambiziosa e "vellutata", appunto, della colonna sonora. Che raggiunge curiosamente l'apice quando si accompagna con una poesia recitata all'acquisizione di una nuova tipologia di Persona.

Come potete ascoltare dalla playlist (in cui sono presenti tutti i brani, che naturalmente vi consiglio di ascoltare anche se non state giocando Persona 5 -- magari vi affascinerà al punto da coinvolgervi nel gioco), non mancano tracce più movimentate.

Il tema principale, quello del video introduttivo per intenderci, è ugualmente gradevole e sufficientemente iconico, specie se lo accompagnerete le prime volte alla suddetta sequenza animata in stile anime anni '80.

https://www.youtube.com/watch?v=ZjQK6GzZD-w&list=PLOjg1uqS4bqKA6kl2o6fC7XSibWLZ8yKi&index=1

Per restate in tema con le tracce movimentate, chiuderei con Life Will Change, il cui stacco esclusivamente musicato è ascoltabile all'inizio e nel corso dei combattimenti.

L'intento era imprimere ritmo ad un'azione che, come avete potuto leggere nella nostra analisi, è particolarmente vivace e si basa sia sulla velocità, sia sull'attenta gestione del tempo a disposizione. Missione compiuta.

Persona 5 è, l'avrete intuito, un prodotto che fa della ricerca stilistica uno dei suoi principali punti di forza, e non potrebbe essere altrimenti visto che nasce e fiorisce nello schema bloccato tipico degli JRPG. Questo si traduce in un gioco dall'aspetto brillante, grazie al quale il franchise Persona acquisirà non pochi fan (ed è una notizia splendida per i videogiochi), e dall'ascolto assai piacevole.

Perdonerete l'accostamento ardito tra Oriente e Occidente - siamo praticamente agli antipodi rispetto a The Witcher 3: Wild Hunt, altra eccellenza del genere ruolistico.

L'RPG di CD Projekt RED raggiunge pressoché con la stessa intensità l'apice nel suo ambito di competenza, ma lo fa con un look spartano, perché lì è il mondo aperto ad aggiungere in ogni istante utile sapore e particolari narrativi, non un collegamento audiovisivo.