In Little Nightmares, Six, una piccola ragazzina vestita di un impermeabile, saltella vivendo ad occhi aperti gli incubi infantili. Quando un bambino si guarda intorno in camera da letto, di notte, quella cosa dietro la porta potrebbe essere semplicemente il proprio cappotto o magari lo zaino.

Oppure potrebbe anche essere un uomo con dei piedi corti e delle braccia più lunghe del normale. Riescono a percepire la presenza di bimbi come Six, li avvolgono in delle lenzuola e li appendono a dei ganci da carne.

Quando si è piccoli è facile che le cose sembrino enormi. Le sedie bisogna scalarle anziché sedercisi semplicemente, e salire o scendere una rampa di scale è una spedizione che a momenti richiede l’attrezzatura da scalata.

Gli adulti, in particolare quelli che non si conoscono, possono sembrare esageratamente grandi. Vista dal basso, una persona potrebbe apparire particolarmente mostruosa: perlopiù si vedranno le mani e il naso. Tutto ciò che ho avuto modo di giocare in Little Nightmares riconduceva ad un disagio, a una paura tipica dell’infanzia nei confronti del mondo adulto.

Little Nightmares
Povera, dolce, Six.

Six illumina il proprio sentiero grazie ad un accendino, uno di quei giocattoli degli adulti che non le è permesso usare. Deve usare tutta la propria forza per aprire le porte. Deve salire sulle scatole per raggiungere cose poste in alto. Tutto è molto tranquillo, al punto che riuscirete a sentire chiaramente i passi di Six e il rumore delle gocce d’acqua. Qualche volta, quando Six ci passa sopra, delle assi di legno fanno dei rumori e dei crepitii terribili.

Dovevate soltanto andare a fare pipì nel bel mezzo della notte, ma adesso tutta la casa - anzi, tutto il vicinato - ha sentito i vostri passi! O, nel caso di Six, lo straniero dalle lunghe braccia ora è pronto a catturarla come un ragno fa con una mosca.

La maggior parte del tempo va impiegato nell'esplorazione dei puzzle presenti nella stanza, tutto molto lentamente nel caso in cui dovesse emergere una mano dal buio e dovesse ghermirvi. La prospettiva è d’aiuto in quanto potrete vedere i pericoli prima di Six, ma in alcuni casi ciò rende difficile il rapportarsi con lo spazio e con alcuni ostacoli, soprattutto quando sarete costretti a fuggire in fretta e furia. Nel fuggire da qualche situazione pericolosa, potreste farvi ingannare dalla prospettiva e compiere qualche errore.

Six soffre degli stessi problemi del ragazzino di Inside (un altro platform a scorrimento laterale similmente terrificante). La differenza, però, risiede nel fatto che, mentre il bambino, costretto a saltare da altezze vertiginose, rovinando al suolo produceva dei suoni che facevano trasalire il giocatore, lei si accascia sulle ginocchia e rotola sul pavimento. Questa cosa è stata per me estremamente fastidiosa ma, sebbene io abbia odiato soltanto l’idea di dover far saltare il bambino in Inside, Six quantomeno sembra più robustella.

Little Nightmares
Six avrà a che fare con un numero impressionante di scarpe e di valigie.

Piuttosto che nascondersi dietro muri molto alti, Six sgattaiola sotto i mobili della cucina o passa attraverso centinaia di scarpe (e le scarpe scartate mettono particolarmente a disagio). Little Nightmares va a minare le cose che ci sono familiari per costituire una situazione di disagio, ed è ciò che lo rende raccapricciante.

La zona perturbante esiste perché quando vediamo una persona che non è proprio normale la cosa ci spaventa, e questo gioco segue binari simili. È una visione distorta di tutto quello a cui eravate abituati da bambini, e da bambini queste stesse cose ci apparivano comunque strane.

Sono curiosa di vedere cosa altro c’è in serbo per Six nel corso di Little Nightmares, e se riuscirà ad essere sullo stesso livello di qualità e terrore offerto dall'uomo dalle lunghe braccia che penzola dal soffitto o il cuoco dalla faccia porcina che abbiamo già avuto modo di conoscere in questi ultimi mesi.

Little Nightmares è come quando si finisce sul fondo del guardaroba dei propri genitori. C’è un bambino nascosto nel buio e nel silenzio. Non riuscite quasi a vedere e le scarpe usate fanno quel tipico suono di stivaloni vuoti quando sbattono l’uno contro l’altro. Più si va avanti e più la puzza di naftalina diventa forte. Il vostro volto dovrà farsi strada tra un miscuglio di abiti dimenticati.

Ed in Little Nightmares scoprirete che non c’è nessuna Narnia. Non c’è nessun palo della luce, nessuna magica delizia turca (i Lokum), e non ci sono maestosi leoni (neppure altri amabili animali parlanti). C’è soltanto un cimitero di scarpe dimenticate e di valigie.