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Tekken 7 provato al Let's Play – Festival del Videogioco

28 marzo 2017 Di Anteprime

A Roma abbiamo potuto provare l'atteso picchiaduro di Bandai Namco, Tekken 7. Il ritorno del Pugno di Ferro promette scintille.

Tekken è una di quelle serie che non ha certo bisogno di presentazioni. E al Let's Play – Festival del Videogioco che si è tenuto a Roma, al Guido Reni District, Bandai Namco nel suo padiglione ha permesso ai tanti giocatori e addetti ai lavori di provare con mano il settimo capitolo della saga di beat 'em up nata sulla prima PlayStation: Tekken 7.

Previsto per il prossimo 2 giugno, alla fiera romana è stato possibile provare una build che altri non era che la versione riveduta e corretta di quella già apparsa alla scorsa Gamescom di Colonia, e che offriva un bel po' di carne al fuoco: una rosa di ben ventinove lottatori disponibili, tra cui l'inedito Akuma, ospite speciale proveniente dal roster dello Street Fighter di Capcom. A seguire, tutti i combattenti dell'Iron Fist Tourunament che abbiamo imparato a conoscere (e amare) nel corso degli anni.

Tra questi, King, Heihachi, Kazuya e Jin, passando per l'inedito (e lentissimo) Gigas, sino a Claudio Serafino (new entry targata Made in Italy), seguiti infine da Master Raven e Lucky Chloe. Nella sessione messa a disposizione del giocatore (un classico uno contro uno su console PlayStation 4) il livello grafico dei combattenti sembra aver fatto un deciso balzo in avanti rispetto a quanto visto nelle precedenti demo giocabili (e, più nel complesso, tutto è apparso più solido e maggiormente rifinito).

Il feeling è fortunatamente quello del classico Tekken, con manovre evasive, schivate e le onnipresenti juggle combo da padroneggiare al più presto. Ma non solo: a fare capolino troviamo questa volta anche le Power Crush, mosse che possono assorbire colpi di bassa potenza consentendo così a una combo di non essere interrotta, seguite dalle Rage Art, mosse speciali (differenti per ciascun lottatore) che possono decretare anche la vittoria di un singolo match se usate con attenzione.

Tekken 7
L'italianissimo Claudio in tutto il suo splendore.

Bandai Namco sembra aver rivolto maggiore attenzione alla fisicità degli scontri e, come accennato poco sopra, l'attenzione ai particolari non sembra mancare: nel corso dei vari scontri siamo rimasti piacevolmente sorpresi da una mole di vari effetti scenici di contorno, come ad esempio improvvisi zoom o lampi di luce (specialmente quando abbiamo eseguito una contromossa ai danni dell'avversario), istanti in cui lo schermo si fermerà quasi completamente, aumentando così l'enfasi della battaglia.

E se l'effetto aliasing è presente anche in quest'ultima versione del gioco, c'è da dire che graficamente non vi sono molti motivi per lamentarsi: gli sviluppatori devono aver preso tutte le critiche mosse ai precedenti capitoli della saga (in particolar modo a Tekken 6) e dato un deciso colpo di spugna nei punti giusti. E il risultato c'è e si vede.

Le arene in cui andremo a combattere contengono ora molti più elementi distruggibili e, più in generale, appaiono molto più “vive”. Non saremo più chiamati a scendere in locazioni asettiche che sembrano uscite dal più scadente degli anime giapponesi. In Tekken 7 tutto sembra essere stato messo lì per una ragione, in primis quella di dare forma e sostanza a un gioco (e a una serie) che ne sentiva il disperato bisogno.

Tekken 7
Tekken 7 non si nega una quantità impressionante di effetti visivi.

I lottatori sembrano, inoltre, in gran numero e decisamente variegati anche se, al momento, non ci è dato sapere se Bandai Namco abbia intenzione di dare nuova linfa al gioco con ulteriori personaggi scaricabili una volta che il titolo sarà uscito sugli scaffali dei negozi: la speranza, ovviamente, è che lo spettro di Street Fighter V (coi suoi maldestri DLC rilasciati col contagocce) resti ben distante.

Purtroppo, in occasione del Let's Play non abbiamo potuto saggiare la bontà delle varie modalità online, le quali promettono in ogni caso di offrire un'esperienza personalizzabile non solo per quanto concerne l'aspetto dei partecipanti all'Iron Fist Torunament, bensì anche e soprattutto nella formula dei tornei e dei singoli scontri.

Nonostante, quindi, si sia trattato di un assaggio fugace che non ci ha permesso di confermare tutto ciò che di buono il titolo avrà da offrire, c'è comunque da dire che Tekken 7 sembra voler rappresentare lo slancio di cui la serie ha bisogno ormai da diversi anni. Piccole ma incisive novità sembrano voler cementificare un gameplay ormai entrato nelle ossa e nello spirito di tutti gli appassionati di picchiaduro 3D, senza dimenticare un comparto grafico (e un look generale) seriamente convincente.

La speranza è che il 1° giugno, giorno in cui il titolo Bandai Namco salirà ufficialmente sul ring, il Pugno di Ferro torni a colpire duro e al cuore. Proprio come una volta.