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Farpoint provato al Let's Play – Festival del Videogioco

24 marzo 2017 Di Anteprime

Abbiamo nuovamente messo le mani sullo sparatutto targato Impulse Gear: la realtà virtuale si sposta nelle profondità dello spazio.

Farpoint è uno di quei titoli la cui lavorazione è cominciata un po' in sordina, ma che con il passare dei mesi ha iniziato pian piano a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio sotto ai riflettori. Ora, il gioco prodotto da Sony Interactive e sviluppato dal team Impulse Gear è sbarcato a Roma, più precisamente al Let's Play – Festival del Videogioco, ghiotta occasione per testare nuovamente con mano (e occhi, visto che parliamo di un gioco per PlayStation VR) questa nuova e suggestiva avventura spaziale in soggettiva.

Nato come progetto minore, Farpoint è ora uno dei prossimi titoli di punta del catalogo VR in arrivo nei prossimi mesi: dal comparto tecnico realmente sorprendente, al contesto fantascientifico tradizionale (un pianeta inesplorato) passando per l'aggiunta della nuova periferica conosciuta come PSVR Aim.

E se la realtà virtuale ad oggi appare ancora piuttosto acerba, con varie tech demo e titoli di dubbio spessore, c'è da dire che dopo l'uscita di Resident Evil 7 la musica sembra essere davvero cambiata. E in meglio.

Farpoint è quindi il primo vero FPS VR pensato per console, giocabile specificatamente con l'headset e il nuovo controller Aim (niente sparatutto su rotaia questa volta). Grazie alla demo mostrataci a Roma, il contesto di gioco ci è apparso nuovamente chiaro e inequivocabile: un viaggiatore spaziale precipita con la sua astronave su di un pianeta alieno (tremendamente simile a Marte), ovviamente brulicante di creature ostili. Immaginate Starship Troopers o Prometheus in salsa VR e avrete un quadro piuttosto chiaro di cosa vi aspetterà.

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Vengono fuori dalle fottute pareti!

La prima cosa che balza all'occhio sono le funzionalità del nuovo controller: leggero, ergonomico e, più in generale, discretamente preciso nel restituire la sensazione di imbracciare un'arma. Inoltre la periferica reagisce discretamente bene ai movimenti più rapidi e improvvisi (è incluso anche un sistema di vibrazione integrato).

Essendo però completamente assente un sistema di tracciamento dei movimenti, il problema (dato che per molti lo sarà senz'altro) è la sensazione di Motion Sickness che colpirà sin da subito i poco avvezzi alla realtà virtuale. Sicuramente non siamo ai livelli di Robinson: The Journey (forse, ad oggi, uno dei titoli VR più sofferti dall'utenza), ma è altrettanto vero che non si tratta neppure delle lente traversate nell'ex manicomio di The Town of Light, così come di altri titoli sui generis.

Per il resto, superate le consuete problematiche visive, Farpoint si mostra per quello che è veramente: un FPS tradizionale in cui si va in giro a sterminare alieni dalle fattezze simili a insetti, stando attenti anche a non cadere nei vari crepacci o burroni di questo pianeta rosso decisamente poco ospitale. Il gunplay, quindi, è pensato solo ed esclusivamente per intrattenere senza complicazioni di sorta, e sotto questo profilo i ragazzi di Impulse Gear hanno centrato il bersaglio.

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Anche in VR, una sola parola unisce noi e gli alieni: sterminio.

Bersaglio centrato anche sotto il profilo tecnico, visto che la demo di Farpoint mostrata in fiera era decisamente migliore di alcuni video trapelati in rete negli scorsi mesi: pur non mostrando scenografie poligonali al cardiopalma né scomodando i grandi FPS classici della fantascienza, l'illuminazione e i giochi di luce garantiscono un buon colpo d'occhio generale, grazie anche ai 1080p e 60 fotogrammi costanti (nonostante la presenza di aliasing).

Trattandosi ad ogni modo di un titolo pensato solo per la VR di Sony, lamentarsi del risultato sarebbe decisamente infantile. Posato il visore, la sensazione è quella di aver provato un gioco con un buon potenziale, che sdogana il concetto di tech demo che si nasconde purtroppo dietro a numerosi titoli in VR che si affacciano timidamente sul mercato.

Un sistema di movimento equilibrato, un comparto scenografico e tecnico dignitoso e, più in generale, un gunplay assimilabile in pochi istanti, dovrebbero permettere a Farpoint di farcela. Sempre che le sue qualità non si perdano nella spazio profondo.