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Sognando BioShock: P.A.M.E.L.A.

13 marzo 2017 Di Anteprime

In P.A.M.E.L.A. c'è tanto, tanto potenziale nascosto tra i bug. Vi proponiamo la nostra anteprima di questo survival horror FPS.

Per usare un termine caro all'ambito calcistico potremmo paragonare la cosiddetta cantera (il vivaio, le giovanili, dove emergono potenziali talenti) a Steam Greenlight, dove giochi o software house hanno la possibilità di sfondare e approdare nella massima divisione che è il mercato targato Valve.

NVYVE® Studios, un team grande quanto una squadra di calcetto, ha intrapreso il suo viaggio nella conquista di Steam con un progetto davvero ambizioso. La campagna Greenlight, inaugurata circa due anni fa, ha messo subito in chiaro che con la realizzazione di questo titolo si puntava in alto.

Ci troviamo di fronte ad un gioco che strizza fortemente l’occhio a titoli come System Shock e BioShock. P.A.M.E.L.A., infatti, mette il giocatore in un ambiente ostile, in un paradiso decaduto (da lì anche il nome di Eden, ovvero la città che fa da sfondo alle misteriose vicende di gioco) che è l’imprevedibile ma possibile conseguenza della spasmodica ricerca della perfezione da parte dell’uomo sia in campo tecnologico che in campo biologico.

Eden, utopica città decaduta, dal look futuristico e dal design minimale, ha una struttura multi-livello simile a quanto visto nella stazione spaziale di System Shock, gestita dalla TriOptimum Corporation e nella Rapture del visionario Andrew Ryan. I parallelissimi non si esauriscono poiché nel titolo di NVYVE® Studios, avremo la presenza di un intelligenza artificiale che, anziché essere ostile e malvagia come SHODAN, che cercava di ostacolare il giocatore/hacker senza nome, sarà bensì di aiuto al protagonista.

Il giocatore si ritroverà nelle vesti di uno “sleeper” il quale, una volta destatosi dalla criostasi, dovrà farsi strada all'interno di questa struttura in una vera e propria esperienza survival. Il protagonista non avrà vita facile in quanto bisognerà tener d’occhio l’energia che andrà ad alimentare il nostro equipaggiamento ma al tempo stesso bisognerà anche nutrirsi ed idratarsi.

La minaccia principale che il giocatore si troverà a fronteggiare nelle prime fasi del gioco sarà rappresentata dagli Infetti. Una patologia dagli effetti e dall'origine ignota ha colpito i residenti che si ritrovano a seguire una serie di step che partono da una sintomatologia generica fatta di emicrania ed affaticamento fino ad arrivare ad una trasformazione completa in umanoidi deformi, violenti e fuori di senno.

Dalla documentazione recuperata tramite terminali e dispositivi olografici portatili, due società, ARK Medical e Bio-Stera, hanno cominciato ad investigare su questi strani fenomeni. Al nostro risveglio, però, abbiamo avuto modo di constatare che siamo le sole persone senzienti in un’utopia ormai ombra di sé stessa.

Per ricostruire la storia della città e capire il nostro ruolo nella storia sarà fondamentale cercare quante più informazioni possibili e, soprattutto, bisognerà cercare gli ECHO emessi da P.A.M.E.L.A., la sopracitata IA-guida il cui contributo sarà vitale per comprendere ciò che ci circonda e gli eventi che hanno comportato la rovinosa caduta di questa società che puntava alla perfezione.

P.A.M.E.L.A.
Il colpo d’occhio è notevole, e il tutto è realizzato in Unity5.

Dal punto di vista squisitamente ludico, ci troviamo di fronte ad un mix ben consolidato di meccaniche, che spaziano dallo stealth, al “base building” passando per qualche piccola spruzzata di RPG.

Sarà possibile crearsi una sorta di zone sicure: brande dove riposare per recuperare i parametri energetici a discapito di quelli legati ad alimentazione ed idratazione, depositi per oggetti e faretti per illuminare determinate aree (dato l’avvicendarsi di un ciclo giorno e notte che influenzerà pesantemente il mondo di gioco).

Trattandosi fondamentalmente di un survival horror, l’approccio stealth, in caso in cui si fosse a corto di celle energetiche per le armi o di medicinali per compensare eventuali danni, è la soluzione ideale per bypassare minacce potenzialmente letali come droni ostili o gruppi di infetti.

Alla morte del giocatore ci si risveglierà in “camere della vita”, molto simili a quanto visto nel titolo di Ken Levine. Una volta morto, il giocatore perderà il suo equipaggiamento e il contenuto del proprio inventario personale, ma al suo risveglio manterrà la valuta racimolata (nota sotto il nome di Lux, che potrà essere spesa presso dei distributori) e riceverà dei punti esperienza in funzione di quanto compiuto nella propria “vita precedente”, che comporteranno lo sblocco di punti upgrade da investire in un semplice albero di skill.

P.A.M.E.L.A.
Incontrare queste figure al buio fa un certo effetto.

Il design e l’atmosfera sono il punto di forza della produzione. Il titolo vanta una propria identità, gode di una lore ricca e misteriosa tutta da scoprire e, artisticamente parlando, raggiunge un livello davvero molto buono (sia per quanto concerne l’HUD generale che per quanto riguarda quella del proprio terminale multifunzione portatile da braccio, un pip boy estremamente elegante).

Purtroppo tutte queste belle premesse sono infangate da un early access piagato, allo stato attuale, da diversi bug più o meno gravi. Innanzitutto il primo avvio del gioco (il caricamento del salvataggio o una nuova partita) richiede ben 6 minuti (e il titolo l’ho giocato su SSD) e soffre di repentini cali di frame, freeze e crash, oltre a fare un uso smodato delle risorse hardware del PC (nel mio caso, l’applicazione usava ben 7GB di ram).

Il gioco presenta delle problematiche di compenetrazione, con i cadaveri dei nemici che vanno a scomparire nelle pareti degli edifici mentre l’effetto sonoro dei grugniti degli infetti va in loop anche dopo la loro sconfitta, rendendo impossibile orientarsi nello spazio per mezzo di input sonori (oltre a risultare molto fastidioso e a stemperare l’atmosfera creatasi). Mi è capitato di non riuscire a spostare degli oggetti nell'ambito del mio inventario, di poterli addirittura ingrandire e di camminare sull'acqua di una piscina (che produceva un suono metallico).

Il gioco, alla luce di quanto detto all'inizio dell’articolo, ha dell’ottimo potenziale e, dopo un bel lavoro di rifinitura e l’uscita dall’early access, potrebbe davvero essere una perla ad un prezzo contenuto.