La preview di un gioco in early access è sempre un pesante fardello. Se questo gioco poi è del genere survival (e non solo), mi sorgono diverse domande sul mio operato.

Quante ore dovrei giocarci? Fino a che punto devo spingermi? Quanto tenere in considerazione ciò che manca?

A prima vista questo Conan Exiles mi è sembrato Minecraft, ma con i peni. Ci sono volute diverse ore (e qualche patch) perché la mia idea cambiasse e ancora non so se varrà la pena giocare alla versione finale.

Chiaramente bisogna tenere conto che si tratta di un gioco ancora in sviluppo, con moltissime mancanze e diversi angoli ruvidi ancora da levigare per bene.

Conan: Exiles
Ammiratemi!

Partiamo da ciò che più mi ha deluso, il combattimento. Ora, che il combattimento sia pessimo in un gioco che si ispira al mondo di Conan non riesco a concepirlo: perché svilupparlo dopo tutto il resto?

Al momento tutto ciò che potete fare è menare fendenti con diverse armi o dedicarvi al combattimento a distanza con una buona fornitura di archi e balestre.

L’IA dei nemici è quasi inesistente, le collisioni approssimative e armi, scudi e armature si spaccano con una velocità impressionante (ma non vi preoccupate, potrete addirittura ripararle in combattimento!) tanto che uno scudo, dopo tre colpi ricevuti da uno struzzo, è inutilizzabile.

Fortunatamente il poter settare diversi parametri sui server (come il danno ricevuto e dato) permettono anche a chi non ha voglia di essere distrutto da un cervo di godersi l’avventura. Non è comunque bello trovarsi nudo contro un'orda di NPC arrabbiati perché vi siete avvicinati troppo al loro fuoco.

Conan: Exiles
I giocatori più creativi potranno realizzare davvero di tutto.

In generale tutta la durata degli oggetti è risibile, nonché gestita in maniera pessima: finché avrete una frazione dei materiali usati per costruire ciò che avete appena rotto potrete riparlarlo senza alcuni problemi, anche durante i combattimenti. Questo porta via, a mio parere, il senso della durabilità nel suo insieme.

Che ve ne frega se la vostra spada si è rotta? Con una buona scorta di lingotti o pietre, anche senza avere con voi la necessaria stazione di costruzione, potrete tranquillamente sistemare la vostra arma e continuare la caccia. Spero vivamente che nelle prossime patch la durabilità degli oggetti, soprattutto degli scudi (ora totalmente inutili) sia riconsiderata pesantemente.

Nonostante questo i server sono stati letteralmente presi d’assalto sin dal primo momento che il gioco è stato disponibile per l’early access e io, molto curioso di questo fatto, mi sono buttato in tutte le attività possibili per capire cosa in effetti fosse tutto questo hype che vedevo in giro.

Personalmente, dopo alcune ore, la noia ha preso il sopravvento: nonostante un server permetta di configurare qualsiasi cosa, dalla quantità di esperienza ai materiali raccolti, la mancanza di molti elementi quali la storia e un obiettivo da perseguire quando si gioca da soli si fa sentire pesantemente. Se da una parte Minecraft era il primo del suo genere e la novità permetteva di soprassedere alle enormi mancanze, qui tutto sa di già visto.

Conan: Exiles
Le UI del crafting hanno bisogno di ancora molto lavoro.

Allora cos’è che ha fatto salire a tutti la scimmia dell’hype sulle spalle? Le potenzialità. Ciò che il gioco vuole effettivamente permettere ai giocatori è di costruire un impero.

Dalle possibilità offerte dal sistema di crafting alla capacità di catturare NPC e piegarli al nostro volere fino ad arrivare ad evocare l’Avatar della nostra divinità per portare morte e distruzione tra i nostri nemici, Conan mette molta carne al fuoco (anche se, per ora, si sente solo l’odore).

Spesso mi limito a costruire le cose più basilari in questo genere di giochi, soprattutto perché, oltre alle mie limitazioni personali nel reame dell’architettura, mi annoio molto velocemente a impilare mattoncini. Da questo punto di vista Conan permette di tirar su castelli e case con una facilità che non ho ancora visto in nessun’altro titolo anche se, purtroppo, anche qui ci troviamo di fronte a una meccanica ancora incompleta, forse anche embrionale, soprattutto nella parte dell’UI che si rivela pesante e molto difficile da leggere e navigare.

Un grosso ostacolo che ho incontrato nella mia gara alla sopravvivenza è quanto la difficoltà si alza per arrivare a trovare le prime pietre con il ferro: questo materiale si trova tra le montagne della mappa, ma trovarlo è una vera e propria odissea tra ragni velenosi, iene velocissime e rinoceronti arrabbiati.

Il ferro è però necessario per avanzare e molto difficile da recuperare in grandi quantità senza avere già una discreta quantità del prezioso minerale per poter aumentare significativamente la propria possibilità di sopravvivenza nel mondo di Conan.

Conan: Exiles
Una torcia non sarà davvero sufficiente per vedere al buio.

Parlando di sopravvivenza è giusto notare come tutto in questo titolo cospiri per farvi fuori: se non saranno i coccodrilli potrebbe essere la fame, o la sete, oppure l’avvelenamento da cibo (ricordatevi di cuocere la carne prima di mangiarla) o ancora un arciere che non vedete con la sua mira infallibile.

E non dimenticatevi di procurarvi una torcia al più presto: la notte in Conan Exiles è veramente buia… anche con una torcia in realtà avrete un raggio visivo molto limitato, tanto da rendere difficile anche solo vedere cosa vi sta uccidendo in mezzo a tutto il sangue che schizza sullo schermo.

Purtroppo, a parte qualche pietra qui e là e alcune lettere sparse per la mappa, ancora non esiste una storia da seguire e molti interrogativi rimangono senza risposta (perché, per esempio, non possiate uscire dalla mappa, pena morte per muro magico), questo però non ha impedito ai level designer di spruzzare qua e là moltissime costruzioni dal design quantomeno bizzarro che - almeno da quanto sono riuscito a scoprire - sono totalmente inaccessibili.

Ora, la cosa più strana di tutto questo è che… beh, il gioco mi piace. Sono abbastanza ottimista verso questo titolo, sebbene per ora non mi sembra poi così degno di essere giocato: con il giusto focus sulle parti importanti del gameplay e la possibilità di sfruttare un ambientazione come quella delle storie di Conan sono più che convinto che le potenzialità ci siano.

Riesco però a comprendere chi ha già dato i suoi soldi alla produzione e spera che, alla fine, tutto ciò che è stato promesso sia implementato senza alcun problema: in questo caso probabilmente sarò ben felice di buttare qualche centinaio d’ore nella versione completa, fino ad avere il mio castello personale con danzatrici e squillo di lusso (cit.).