Guerrilla Games. Un nome che ultimamente è tornato agli onori della cronaca per uno dei titoli più attesi della stagione, una potenziale perla capace di rispendere di luce propria grazie a stile, gameplay open-world, caratterizzazione dei personaggi e chi più ne ha, più ne metta.

Sto chiaramente parlando di Horizon: Zero Dawn, prossimo best-seller in uscita tra una manciata di giorni esclusivamente su PlayStation 4.

Il titolo è atteso in maniera spasmodica da tutti i possessori di una console Sony (tutti gli altri, invece, sono in preghiera per l'uscita di Zelda prevista alcuni giorni dopo, ma questa è un'altra storia).

Guerrilla, si diceva: ma cosa sappiamo veramente di questo gruppo di sviluppatori olandesi attualmente al soldo di SIE?

Horizon: Zero Dawn
Il primo Killzone, nella sua imperfezione, era una piccola perla

Innanzitutto, partiamo col dire che la sede di Guerrilla Games è nella città di Amsterdam.

Sì, avete capito bene. Amsterdam, patria di locali di tendenza, donnine in vetrina e videogiochi tripla A. Ma non è stato sempre così: prima dell'acquisizione da parte dell'allora Sony Computer Entertainment, lo sviluppatore è stato una filiale del conglomerato olandese multimediale che rispondeva al nome di Lost Boys, più in particolare la branchia dedicata allo sviluppo di videogiochi nota con il nome di Lost Boys Games.

Questa altro non era che l'unione sistematica di tre piccole società, che nei successivi tre anni e mezzo avrebbe pubblicato non uno bensì quattro titoli: due per Game Boy Color e due per Game Boy Advance.

Solo dopo, quando Lost Boys Games fu definitivamente sciolta, lo sviluppatore divenne un team indipendente, ossia Guerrilla Games. E, con l'avanzare sempre più prepotente delle console a 128-bit, tra cui l'allora popolarissima PlayStation 2, il gruppo di developer iniziò a lavorare a due giochi all'epoca non troppo noti (Killzone, sviluppato per Sony Computer Entertainment, e Shellshock: Nam'67, sviluppato per Eidos Interactive, per PlayStation 2, Xbox 360 e PC).

Quel trailer. Quella grafica. Come dimenticare?
Quel trailer. Quella grafica. Come dimenticare?

Come rispose il pubblico ai due giochi in questione? Semplice, non rispose affatto. Entrambi i prodotti furono accolti in maniera decisamente blanda da critica e pubblico, nonostante uno in particolare - ovvero Killzone - godette di un immenso hype prima del lancio, forse veicolato da una campagna promozionale vincente che lo identificava un po' come il vero “Halo della PlayStation 2”, nomea che si riflesse negativamente sulle recensioni dell'epoca.

Ad ogni modo, nonostante si trattasse di un gioco con ampi margini di miglioramento (ma con una grande atmosfera post-apocalittica), nel 2004 il primo Killzone riuscì a piazzare oltre un milione copie in tutto il mondo. Questo permise a Guerrilla di consolidare un futuro lavorativo con Sony Computer Entertainment che nel 2005 divenne reale, con l'uscita di un trailer che il popolo di videogiocatori faticherà a dimenticare: Killzone 2 per PlayStation 3 si mostrò infatti per la prima volta con un video in CG letteralmente sbalorditivo, che doveva fare da apripista alla nuova console Sony nel corso della conferenza stampa dell'E3.

Ne seguì una polemica infinita, fatta di lanci di uova, pomodori e insulti nei forum di tutto il mondo per quel trailer ingannevole delle qualità reali del gioco. Guerrilla, tuttavia, sembrava farsi scivolare addosso ogni critica, tanto che di lì a poco Sony Computer Entertainment annunciò l'acquisizione in toto del gruppo, rendendolo di fatto una società interamente first party.

Ne seguirono Killzone: Liberation per PlayStation Portable nel mese di ottobre del 2006 e Killzone 2 uscito nel febbraio del 2009 in esclusiva per PlayStation 3. Le vendite dei due giochi superarono le aspettative.

Se l'hype verrà ripagato, preparatevi a sentir parlare di Horizon per molto tempo.
Se l'hype verrà ripagato, preparatevi a sentir parlare di Horizon per molto tempo.

Successivamente la saga di Killzone sembrava essere diventata, nel bene e nel male, portabandiera di quel modo di intendere lo sparatutto in soggettiva secondo Sony, tanto che nel 2011 Killzone 3 chiuse la trilogia.

Un paio di anni dopo, Killzone: Shadow Fall si impose come titolo di lancio PlayStation 4, purtroppo non raggiungendo i fasti (soprattutto grafici) dei predecessori.

Ma è con Horizon: Zero Dawn, esclusiva PlayStation 4, che il team di sviluppo promette di toccare vette qualitative mai viste nella propria carriera, visto e considerato che l'hype e le aspettative dietro al titolo sono ben più grandi di quelle che schiacciarono (seppur moderatamente) il primo Killzone ben tredici anni fa.

Comunque vada, Guerrilla Games era ed è un vanto per le produzioni di videogiochi tripla A nel vecchio continente. Lode ai ragazzi di Amsterdam: dopotutto, se le meritano.