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Sniper Elite 4 e la strategia della morte

14 febbraio 2017 Di Anteprime

Una breve digressione sul comparto strategico di Sniper Elite 4, l'ultimo capitolo della serie sparatutto i cui eventi coprono gli ultimi anni della seconda guerra mondiale.

Penso di essere un buon esempio di essere umano, ma ad essere sincero trovo molto godimento nel contemplare le uccisioni gratuite – ma non credo di essere l’unico. I videogiochi, dopotutto, sono un mezzo che si presta ad armi, uccisioni, violenza e altre cose deprecabili nella vita reale. Ma, cavoli, colpire dei soldati in mezzo agli occhi da oltre 100 metri è davvero figo, amici. Limitare la considerazione dell’intero titolo a questa semplice azione, ad ogni modo, sarebbe riduttivo nei confronti del comparto strategico di Sniper Elite 4 stesso.

Iniziare un livello con il legnosissimo Karl Qualcosason è una delle cose più soddisfacenti che abbia avuto modo di provare a livello videoludico negli ultimi tempi. Ed inizia il livello con un binocolo piuttosto che con una pistola. All’inizio di uno dei livelli di SE4 mi son ritrovato disteso in cima ad una collina, in mezzo al fogliame, a guardare un ponte pattugliato da una sequela di soldati nazisti – non proprio incoraggiante.

Dopo aver fatto un bel respiro ed aver estratto il mio fidato binocolo ho subito capito che sarebbe andato tutto bene perché, in Sniper Elite 4, la chiave non è attaccare, ma pianificare l’attacco. Ho davvero amato il sistema di tracciamento di Sniper Elite 4. Per prendere di mira i nemici, molti giochi permettono di marchiarli dopo averli inquadrati per mezzo secondo con il mirino, e di renderli visibili, successivamente, anche attraverso i muri e oltre gli ostacoli. SE4, invece, non vi porta per mano – non basta semplicemente attraversare a testa bassa le aree in SE4, bisogna lavorarci bene e marcare personalmente i propri bersagli nazisti che sono al servizio di Hitler.

Il capo giuria di Let it Shine (Gary Barlow, francamente è una specie di visionario) aveva ragione nel dire di avere un po’ di pazienza e sebbene la cosa non si adatti forse benissimo all’ultimo titolo della serie firmata Rebellion, possiamo accettarlo qui come 10 anni fa.

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Avevi ragione Gary.

Giocando meticolosamente, le missioni possono durare tra una e due ore, perché c’è davvero tanto da aspettare per portare a compimento l’uccisione perfetta. E quando lo fate, è esilarante. La Kill Cam è stata da sempre un punto fermo nella serie di Sniper Elite e ha diviso i giocatori in due gruppi quelli che hanno scelto di evitarla e quelli sadici, ed io rientro in quest’ultima categoria, di quelli che ne sono rimasti affascinati.

Sparare quel colpo silenzioso su una guardia solitaria che non è nel campo visivo del suo amico fascista e vedere il proiettile trapassargli i denti e uscirgli dietro la nuca, il tutto nella gloriosa vista a raggi X, non stanca mai. C’è la possibilità di disattivarla, ma rivedere l’uccisione a rallentatore è la ricompensa per essere state degli assassini a sangue freddo degni del miglior Ezio Auditore nostrano.

È sicuramente indulgente nei confronti dei nazisti e capisco perché molte persone si sentano a disagio – il gioco è ambientato in un periodo della storia molto turbolento. Il titolo offre un ulteriore spunto di riflessione, proponendo una biografia empatica nei confronti del bersaglio che state per uccidere, ma ciò non è sufficiente a trattenervi dal compiere il vostro lavoro.

Sniper Elite 4, come lascerebbe presupporre il titolo stesso del gioco, gira tutto intorno alla figura da voi impersonata, un asso del fucile di precisione, ma non ci sono dettagli su quanto Dieter e il suo operato siano importanti per la sua comunità. Perfino la fanteria, i Jäger e l’ufficiale sono semplice carne da macello posta sulla vostra strada per portare a termine l’obiettivo nel modo più efficiente possibile.

Sniper Elite 4
Sarà, ma per me ha ancora il suo fascino.

Nulla è però più superfluo della storia. Una volta aver sparato l’ultimo colpo, il quale mi ha fatto praticamente salvare il mondo, ricordavo a fatica i nomi, le motivazioni personali e persino i personaggi a cui ho parlato. Si tratta semplicemente di una trama che fa da contorno ai vari momenti in cui dovreste scrutare, dall’alto, il villaggio del migliore ufficiale del Fuhrer, alla ricerca della vostra prossima vittima.

E mentre sgattaiolare alle spalle di un nazista ignaro e conficcargli un coltello nella gola è gratificante, il vero godimento deriva dall’abbatterli con un proiettile mentre ci si nasconde in un cespuglio, per poi gioire puntando i pugni al cielo come fece Robbie Brady dopo aver segnato, all’ultimo minuto, il goal della qualificazione per Euro 2016.

Se tutto ciò fa di me un folle, beh, posso conviverci. Non penso che festeggiare mentre state picchiando o sparando in testa a dei nazisti sia una brutta cosa. Ma hey, è stato tanto tempo fa, quindi tutto ciò potrebbe aver perso il suo fascino su molti di voi.