Parrebbe che la dolcissima androide protagonista di NieR: Automata abbia fatto tanto parlare di sé nell'ultimo periodo e non per via delle sue evidenti doti nel combattimento.

Al centro della maggior parte dei discorsi legati al gioco (alla demo in particolare) e alla sua sensualissima protagonista c'è il suo generoso fondoschiena e le altrettanto generose inquadrature che stuzzicano la fantasia dei più intrepidi fra noi maschietti.

Adoro vivere in quest'epoca sapete? Amo letteralmente tutto quello che la gente, e il popolo dell'internet nello specifico, riesce a tirare fuori da una demo di un gioco il cui focus è il distruggere orde di robottoni.

Il lato B dell'avvenente androide protagonista non è riuscito, chiaramente, a stuzzicare solo le nostre fantasia più recondite ma è riuscito anche e soprattutto a dare vita alle solite, sterili, polemiche sessiste di cui oggi non si può, ovviamente, fare a meno.

Mi dispiace, mia dolce Tracer, ma è tempo di scendere dal piedistallo perché il premio per le chiappe più discusse è stato appena riassegnato. Sei stata battuta da una robottina sexy! Complimenti.

Mentre l'eroina di Blizzard tristemente si allontana sul dorso di un Trico che mette in mostra il suo meraviglioso ano renderizzato, YoRHa 2B, fra le urla indignate dei presenti e il frastuono eccitato degli astanti, si prepara a salire sul podio.

Francamente speravo in una reazione del genere da parte del web ma mai - e sottolineo mai - mi sarei aspettato quello che è effettivamente successo in merito al corpo della giovanissima androide.

Pare che quei buontemponi degli sviluppatori abbiano previsto che il loro pubblico di maschietti biricchini potesse aver voglia di giocare un po' troppo con la telecamera libera del gioco cercando di dare un'occhiata più approfondita all'estetica della fanciulla implementando quindi un allegro sistema di “censura”.

NieR: Automata
Sotto quella gonna al vento chissà.

Se dovessimo cercare di osservare sotto la gonna della protagonista potremo assistere ad un siparietto comico in cui non solo lei cerca di spostarsi ma reagirà con qualche calcio alla telecamera in caso di troppa insistenza.

Questo è bastato forse a placare i nostri bollenti spiriti? Ovviamente no, perché laddove manca l'impegno degli sviluppatori ci si mette l'ingegno dei fan.

C'è chi ha visto dietro alle scelte estetiche che caratterizzano la bella YoRHa solo un pretesto per poter alzare ancora una volta la bandiera del sessismo e chi ha saputo cogliere nelle rotondità dell'androide un guizzo di sensualità artistica.

Ed ecco che di punto in bianco e quasi come una protesta verso la simpaticissima censura degli sviluppatori che iniziano a fioccare sul web le fan art che mettono in risalto il lato B della protagonista in pose più o meno spinte ma accomunate tutte quante da un unico scopo: mostrare al mondo quello che il gioco non ha avuto il coraggio (giustamente eh) di esporre al pubblico.

YoRHa combatte con il cu.. ore.
YoRHa combatte con il cu.. ore.

Il game director Taro Yoko, senza tenere conto della potenza disumana di Internet, ha lanciato quindi un appello scherzoso su Twitter invitando i vari artisti ad inviare lui le fan art rappresentanti le grazie dell'androide da poter raccogliere in pratici archivi zip da distribuire settimanalmente.

Il bello di tutto ciò? Che gli sono arrivate migliaia di immagini suscitando lo stupore del director che non si aspettava di certo una reazione del genere al suo ironico commento.

A farmi più sorridere dell'intera vicenda è che forse per la prima volta abbiamo avuto a che fare con una reazione ad un fondoschiena diversa dal solito: nonostante ci siano state (e anche in maniera piuttosto forte) le solite ed inutili polemiche legate al fatto che delle pose e delle inquadrature tanto provocanti all'interno di un videogioco blablabla, il mondo dell'internet ha saputo metterle a tacere (quasi eh, perché è stato solo come buttare benzina sul fuoco) con qualcosa di ancora più virale e “sporco”.

All'innocente sensualità delle movenze dell'androide si è contrapposta la violenta mascolinità dei giocatori che sono riusciti a provvedere da soli e con egregi risultati a placare la loro insaziabile sete di pornografia videoludica.

Che poi io mi sono fissato sulla dolcezza di quei robottini…
Che poi io mi sono fissato sulla dolcezza di quei robottini…

Le inquadrature all'interno della demo di gioco non sono state che l'ennesimo pretesto per poter dare libero sfogo alla propria fantasia anche se c'è da dire che gli sviluppatori si sono davvero impegnati nel farci concentrare sulla gonna svolazzina di YoRHa 2B.

Sono tanti i momenti all'interno della demo di gioco in cui le inquadrature strizzano l'occhio a quello che quel vestitino grazioso nasconde al suo interno.

La possibilità di muovere liberamente la telecamera ha fatto il resto.

Se persino in Bloodborne qualcuno ha provato a sbirciare le grazie dell'automa presente nel Sogno del Cacciatore nonostante questa non avesse niente di stranamente provocate indosso, cosa pensavate potesse accade con una protagonista che non perde occasione, in combattimento e non, di dirci che sotto quegli abiti si nasconde una donnina?

Ok Taro Yoko, dillo che lo fai apposta però.
Ok, Taro Yoko, dillo che lo fai apposta però.

E cosa avrebbe dovuto fare il web? A parte indignarsi (ma per quello basterebbe anche un gioco in cui una farfalla vola di fiore in fiore) non avrebbe potuto fare altro che mostrarci attraverso un'altra forma d'arte quello che il gioco accenna.

Non vedo l'ora che Platinum Games porti il gioco su PC a questo punto perché come Senran Kagura (e non) ci insegna, non c'è straccetto che possa fermare il modder più incallito su un computer: se sotto un pezzo di stoffa si può nascondere un bel culo non sarà di certo un modello poligonale a fermarci.

Ma ve lo immaginate? Andare in giro senza nulla indosso a massacrare orde infinite di robottini grassi e ciccini e tirare in terra gru demoniache. Il gioco perfetto insomma.

Senza contare che potremmo gustarcelo mentre il resto del mondo sarà troppo impegnato a guardarci male dietro il loro muro bigotto e puritano. Non vedo l'ora, sul serio.