Facendosi un piccolo giro nei vari negozi di videogiochi (e non) appare palese che la situazione del mercato attuale ci sia leggermente sfuggita di mano per via di numerosi aspetti.

Basta una rapidissima occhiata agli scaffali per scoprire che durante l'anno escono tantissimi titoli tripla A (ai quali si aggiungono le produzioni minori che non fanno altro che aumentare la quantità dei videogiochi giocabili durante l'anno) che a pochissime settimana dalla loro apparizione sono soggetti a pesanti price drop.

La cosa si fa piuttosto imbarazzante quando un titolo ad un mesetto dalla pubblicazione arriva a costare anche la metà, un po' per via di varie offerte stagionali e un po' per via del fatto che il valore economico di un tripla A cala molto, molto rapidamente.

Quasi non ha più senso acquistare al day one così come ha sempre meno senso il preordine poiché basta aspettare qualche settimana per spendere davvero molto meno per il nostro titolo preferito (e la faccenda fa un po' sorridere).

svalutazione
Che poi è anche un peccato quando il gioco è bello.

Qual è il senso di tutto questo? Dove si nasconde la motivazione per questo particolare fenomeno? Fondamentalmente possiamo dividere le motivazioni in tre insiemi: le troppe uscite, il potere del digitale e Nintendo.

Nintendo è un gruppo a parte e, più che una spiegazione a questo fenomeno, si tratta di un esempio di come questo “progresso” stia modificando il mercato.

Prima di cadere in stupidi commenti faziosi è bene sottolineare che la scelta dell'esempio è ricaduta su Nintendo per un motivo ben preciso.

La compagnia, infatti, è immune - se così vogliamo dire - a questo strano procedimento poiché, al solito, i genitori di Mario riescono a tenersi ben distanti dalle logiche comuni di mercato rimanendo chiusi nella loro piccola casina di montagna lontano da tutto e da tutti (il che non è sempre un bene, eh!).

Davvero raro vedere una riduzione di prezzo da parte di Nintendo.
Davvero raro vedere una riduzione di prezzo da parte di Nintendo.

Partiamo dalla prima motivazione quindi, le toppe uscite. È innegabile che le uscite dei tripla A diventino sempre più frequenti (con un netto calo della qualità spesso e volentieri) tanto che sembra essere molto comune anche l'accavallarsi di uscite importanti.

Basti pensare alle uscite di Call of Duty Infinity War, Titanfall 2 e Battlefield 1 che sono arrivate tutte nello stesso periodo.

Si tratta di tre titoli importanti ma sopratutto dello stesso genere che hanno portato ad un'ovvia divisione del mercato: parliamo, infatti, di titoli che hanno comunque un costo rilevante e sarebbe difficile poterli prendere tutti e tre nel giro di qualche settimana.

La conseguenza piuttosto logica della situazione è stato il price drop incredibile dei titoli, soprattutto di Titanfall 2 che dopo pochissime settimane veniva quasi regalato. E allora il senso di averlo preso al day one quale è stato?

Si è quasi reso necessario l'abbassamento del prezzo di Titanfall che non avrebbe avuto modo altrimenti di vivere vicino agli altri due colossi per i quali c'è stata comunque (seppur più lieve) una limatura del costo.

Qualcuno ha dovuto cedere.
Qualcuno ha dovuto cedere.

Purtroppo questo lento (non tanto) progresso porterà ad avere sempre più uscite importanti in un anno, sempre più svalutazioni e sempre meno voglia di acquistare al day one o, sopratutto, di preordinare un titolo a meno che non si sia spinti da un hype travolgente.

Il perché di questa situazione è riconducibile, come si può intuire, al potere sempre più imponente del mercato del digitale che rende incredibilmente più semplice il processo di pubblicazione di un titolo così come la vendita degli stessi.

Con il digitale si abbattono tantissime barriere, si ha accesso all'odiatissimo Early Access che non fa altro che aumentare le uscite annuali, e soprattutto si ha a che fare con rivenditori di terze parti che offrono titoli a prezzi stracciatissimi (ricordo ancora l'offertona di Overwatch, il giorno del lancio che permetteva di risparmiare un bel po' sul titolo).

Avere accesso quindi a tutti i titoli che vogliamo in formato digitale (che spesso e volentieri sono soggetti a sconti stagionali) ma sopratutto l'avere accesso facilmente (e questa è la parola chiave) a qualsiasi videogioco ci porta a sovraspendere e di conseguenza a pretendere sempre più titoli, quindi ad uscite sempre più frequenti. Il resto è storia.

Neanche i bonus per il preordine sono poi così rilevanti allo stato attuale.
Neanche i bonus per il preordine sono poi così rilevanti allo stato attuale.

Non solo, il semplice fatto che esistono, all'interno del mercato digitale, i vari negozi di vendita di key porta alla creazione di un ulteriore mercato che non fa altro che svalutare ulteriormente i titoli retail.

Perché acquistare Titanfall 2 (per riprendere l'esempio di prima) retail quando su Origin lo prendo scontato di circa il 50%? Meglio ancora, perché prenderlo su Origin quando sul sito X lo trovo ad ancora meno?

Quindi ecco che, per ovviare a queste nuove esigenze di mercato, i publisher iniziano ad abbassare il prezzo del gioco quasi subito facendoci tornare al discorso iniziale.

Aggiungiamo anche realtà importanti come Humble Bundle e compagnia che abbassano ulteriormente il valore economico dei vari titoli e il gioco è fatto: non possiamo pretendere che questi folli price drop non avvengano ma sopratutto che non avvengano a distanza così ravvicinata dal lancio del gioco stesso.

Un ulteriore elemento di "disturbo".
Un ulteriore elemento di "disturbo".

E Nintendo che c'entra in tutto questo? Beh, è presto detto.

Facendo il solito giretto per i negozietti di videogiochi, è facile notare come i titoli della nota compagnia sono per così dire “immuni” a questo procedimento. È raro trovare dopo anni un titolo di Nintendo che abbia ricevuto un price drop tale da giustificare il non acquisto al day one (specifico che è raro e non inesistente).

Perché quindi loro riescono a tenersi alla larga da questa strana tendenza?

Le motivazioni sono legate essenzialmente a tre fattori: il target dei loro titoli, la quantità di titoli presenti per le loro piattaforme e soprattutto la loro assenza (quasi) dal mercato digitale.

Spiegaci il tuo segreto.
Spiegaci il tuo segreto.

Le prime due motivazioni vanno pressoché di pari passo: escono decisamente meno titoli sulle  piattaforme  Nintendo rispetto alla concorrenza e il target di questi videogiochi è leggermente più ristretto (il che significa che gli acquirenti sono comunque inferiori e questo porta, chiaramente, ad una pubblicazione di titoli meno frequente).

Infine, il digitale. Nintendo non è mai stata fan di store digitali o simili e basta dare uno sguardo al suo eShop per farsi un'idea di quanto sia poco curata questa sezione.

Sono pochissime le offerte speciali che riguardano i suoi titoli (almeno rispetto alla concorrenza che quasi ogni mese trova una scusa per scontare qualcosa) ma sopratutto non vi sono negozi online che vendono key per i giochi Nintendo (forse qualcosina si trova ma davvero poco, pochissimo).

Ciò significa che  non deve preoccuparsi di questa nuova tendenza portandosi al di fuori di questa stranissima logica di mercato (non che Nintendo non ci abbia provato. Qualche tempo fa è apparso addirittura un bundle su Humble Bundle con titoli 3DS e Wii U).

Ognuno sceglie su cosa puntare...
Ognuno sceglie su cosa puntare...

Ma tutto questo papiro per dire cosa? Torniamo alla domanda iniziale: ha senso acquistare al day one o addirittura preordinare i nostri titoli?

È piuttosto chiaro e lampante che la risposta corretta sia "No". Ma questo lo si sapeva già e da tempo anche. Inutile girarci troppo attorno, alla fine ci frega ben poco di spendere di più o di meno per un titolo a cui vogliamo giocare subito il che significa che non smetteremo mai di preordinate, di acquistare al day one o di favorire il mercato del digitale (key e non) alimentando questo processo continuamente.

Dove arriveremo? Beh, è difficile dirlo con certezza e soprattutto non ho nessuna qualifica per potermi permettere una proiezione del genere.

Probabilmente arriveremo ad avere così tante uscite ravvicinate da arrivare naturalmente alla sparizione di preordini e affini (e altrettanto probabilmente le cose non si sistemeranno da sole).

E ora scusatemi ma devo andare a preordinare Crash Bandicoot.