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FIFA 17: tanti soldi e poca difficoltà nella modalità Carriera firmata Premier League

24 settembre 2016 Di Anteprime

Abbiamo esplorato la modalità Carriera in FIFA 17 e colto questi cambiamenti rispetto alla scorsa edizione del gioco.

Gli appassionati di FIFA sanno che la Carriera rimane un caposaldo della serie nonostante l'introduzione graduale di nuove modalità online ed offline come Ultimate Team e Il Viaggio, ultima arrivata in FIFA 17. Ed è per questo che, una volta messe le mani sulla build definitiva del gioco offerta da EA Access su Xbox One, ci siamo fiondati sull'icona a tema Marco Reus nel menu principale e l'abbiamo avviata esaltati.

Come nel resto del gioco, le novità riservate alla Carriera non sono sostanziali ma rimangono gradite aggiunte, rifiniture ad un pacchetto che tutto sommato funziona, con i pregi e i limiti di un titolo che non vuole essere un manageriale. Qualora sceglieste la carriera dell'allenatore, partirete con le classiche impostazioni sulla flessibilità della dirigenza e simili, per poi passare alla scelta dell'avatar, che quest'anno è stata impreziosita da una serie di modelli predefiniti che vedrete stringere le mani dei vari mister in Premier League (Mourinho, Conte, Klopp...) nel pre-partita.

I tornei amichevoli introdotti l'anno scorso sono rimasti a bordo e sono una possibilità, al pari dell'anno scorso, per fare un bel po' di soldi da aggiungere alle risorse per il mercato. Per la nostra prima carriera abbiamo scelto l'Arsenal e l'appeal della società ha portato a tornei di grande prestigio, con un ritorno economico potenziale di 12 milioni di euro. La novità maggiore, e quella che dovremo valutare in sede di recensione, riguarda il ruolo del manager, che quest'anno è tipicamente all'inglese.

L'allenatore è infatti chiamato a gestire il club a 360 gradi, controllando le entrate derivanti dai biglietti dello stadio e dal merchandising con la vendita calciatori più quotati) secondo obiettivi posti con scadenze variabili dalla dirigenza. Può essere chiesto di aumentare il valore del brand fino ad una certa cifra, oppure di far crescere il vivaio, nel giro di una stagione o con progetti a lunga scadenza (nel nostro caso si parlava di tre anni).

C'è persino un indice di valutazione del gradimento della società nei nostri confronti, con un voto numerico identico a quello assegnato ai calciatori. Questo indice è determinato dai successi in patria e fuori, dalla gestione delle finanze e, come dicevamo prima, dal valore del brand e dalla crescita dei giovani. Oltre alla solita barra da cui manipolare l'equilibrio del budget tra ingaggi e trasferimenti, stavolta abbiamo a disposizione anche diversi grafici esplicativi e uno storico di spese/entrate più dettagliato.

Curiosità: nel menu di selezione delle squadre è possibile leggere una biografia per ciascuna di esse, a prescindere dalla lega d'appartenenza.

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Premier League e soldi in FIFA 17

I club della Premier League hanno (anche in FIFA 17) tantissimi soldi e rose molto ampie da smaltire, quindi optando per questo campionato avreste sempre un mercato molto frizzante. Con i Gunners avevamo sia una cosa che l'altra, e infatti la finestra dei trasferimenti ci ha visti protagonisti con acquisti del calibro di Icardi, Payet, Mahrez, Ferreira Carrasco, Iborra, Alaba con cui puntare tutto su un 4-1-4-1 guardioliano in cui gli interni sono due tra Payet e Ozil (se lo fa l'allenatore del City, possiamo pure noi).

Con ingressi del genere era impossibile non fare bene fin da subito, e non a caso sono arrivate cinque vittorie su cinque tra cui due con avversari molto complicati come Liverpool e Leicester. Inizialmente c'è stata un po' di difficoltà a superare una rete a partita, ma questo è dovuto più alla scarsa abitudine a giocare senza riferimenti dalla trequarti in poi che ad un tasso di sfida superiore offerto dal gioco. Curiosamente, all'opposto dello scorso anno, solo una rete subita.

Ad oggi, è troppo presto per dire se il livello di difficoltà sia stato abbassato a confronto con FIFA 16: avremo bisogno di più ore di gioco per capirlo davvero, perché per ora il dubbio è tra questa ipotesi e il riconoscimento del valore di una rosa fortissima come quella dell'Arsenal di cui sopra, qualcosa che negli ultimi capitoli del franchise è mancata ai limiti del paradossale (tiki taka del Carpi ai danni di una Juventus, per dire). Forse è da leggere in quest'ottica anche l'approccio più coraggioso, in stile PES, alle valutazioni dei calciatori: i forti sono ancora più forti e la classe media, quella dell'84, la raggiungono in molti più facilmente.