Untitled-1

Forza Motorsport 6 - recensione

8 settembre 2015 Di Recensioni

Veloce come non mai, Forza Motorsport 6 si prepara a sfrecciare sulle nostre Xbox One: scopriamo insieme come se l'è cavata prima del lancio ufficiale!

Le dimensioni contano, e ne sa qualcosa Forza Motorsport 5. Criticato al lancio di Xbox One per la relativa scarsità di contenuti offerti, il racing di Turn 10 Studios si è visto adombrato nelle sue qualità peculiari (1080p e 60fps in tempo per il day one della console, con una simulazione motoristica... scusate se è poco), fino ad essere etichettato come mezzo passo falso dello studio americano e di una serie che, fino ad allora, aveva raccolto esclusivamente consensi. Il sesto capitolo del franchise pubblicato sotto l'egida di Microsoft è dunque chiamato a crescere, in ogni senso, e convincere laddove aveva un po' a sorpresa fallito due anni fa: scopriamo insieme se ci è riuscito.

Con queste premesse, Forza Motorsport 6 aveva bisogno di essere più grande sotto tutti i punti di vista e corposo come non lo era stato il suo predecessore. Lo sviluppatore dello stato di Washington non ne ha fatto mistero, discutendo per bocca di Dan Greenawalt nei mesi del lancio come il feedback univoco degli utenti avesse influenzato positivamente l'avvio, il prosieguo e la buona riuscita dei lavori: più circuiti, più macchine, più funzionalità. Detto, fatto.

Il nuovo titolo di Turn 10 si presenta alla prova del nove con un'offerta mastodontica, che parte, di prepotenza, da quello che si vede in pista: addirittura ventiquattro auto si danno battaglia per il podio, proponendo al giocatore un tasso di sfida senza precedenti e un colpo d'occhio quasi straniante. Soprattutto nelle prime corse, è facile trovarsi spiazzati quando, partendo dalla dodicesima posizione, ci si ritrova in mezzo al gruppo e non alla fine, come si era stati abituati fino ad allora. In una generazione che non sembra mai dare quanto atteso da un punto di vista grafico, state certi che questo risultato, confermato nel multiplayer, è assolutamente entusiasmante per la console di Microsoft.

Ma la logica del bigger and more badass non si limita a questo, estendendosi alla carriera e passando per il parco macchine così come per i tracciati messi a disposizione del giocatore. Partiamo dalla modalità carriera, il pane quotidiano degli amanti del gioco in solitario: Forza Motorsport 6 mette sul piatto la storia dei motori, articolandola in sei volumi ognuno con tre rami differenti e sei gare da portare a termine con almeno un terzo posto. Con un ritmo di dieci minuti a corsa, vi serviranno quindici ore per portare a termine la prima run, quella con una sola tipologia di vettura e un piazzamento che non sia necessariamente il gradino più alto del podio.

Fuori dal conteggio delle ore ho deliberatamente lasciato fuori le Esibizioni, perché meritano un paragrafo a parte. Vedete, la carriera in sé potrebbe essere tacciata di scarsa varietà ed in buona parte sarebbe difficile porre delle obiezioni a una simile osservazione: del resto, si parla di partire dodicesimi su ventiquattro concorrenti, portare l'auto da un punto A ad un punto B, e (quantomeno cercare di) vincere; non che sia semplice, ma è la routine, e la routine spesso sta poco a genio ai videogiocatori.

Posto che io non ho sofferto affatto la monotonia, probabilmente per una ben celata voglia di racing che mi ha assalito tutta d'un tratto, è qui che entrano in scena le Esibizioni di cui sopra. Si tratta, in sostanza, di una modalità sfida in cui l'utente deve superare prove che contemplano, ad esempio, una Rio improvvisamente disseminata di ostacoli e un impietoso cronometro a scandire i secondi mancanti al game over. Non un capolavoro di game design o genialità applicata ai videogiochi, sia chiaro, ma questo tocco di Project Gotham Racing non mi è spiaciuto affatto e chissà che non sia il caso di ampliarlo nei prossimi capitoli.

Giungendo al gameplay vero e proprio, Forza Motorsport 6 è sempre Forza, arrivato alla sua piena maturità e rafforzato dall'influenza del più sbarazzino Forza Horizon 2. Da quest'ultimo arrivano la spigliatezza e quel senso di divertimento, al di là della poesia che emerge tuttora nitida dalle parole dell'ex trio di Top Gear, portato avanti da due fattori di novità: le Modifiche e i Tiri. Le Modifiche strizzano un po' l'occhio a FIFA Ultimate Team e alla recente esplosione dei card game, e vanno a modificare, guarda caso, l'esperienza di gioco in alcuni punti di fondamentale rilevanza. Le carte, distinte in base al grado di rarità, si caratterizzano per la loro capacità di aumentare la sfida, riducendo magari l'efficacia dei freni, o dare una mano al malcapitato pilota con bonus sull'aderenza o crediti extra per determinate manovre in pista.

È un'introduzione carina e spesso necessaria, come in caso di prime esperienze con certi percorsi o se questi si dovessero rivelare particolarmente inadatti al tipo di quattoruote scelto. Alcune carte possono essere usate una sola volta, altre sono illimitate ma - e qui subentra l'occhio di Turn 10 al bilanciamento - di questa tipologia è possibile usarne solo una alla volta e generalmente si tratta di bonus comprendenti extra per piste iconiche (Le Mans, Barcellona, Singapore). I Tiri, provenienti dritti da Forza Horizon, consistono in una sorta di rouletta russa in cui, in via del tutto casuale, l'IA stabilisce quale tra nove "regali" possa essere scartato dai giocatori a fine volume o al superamento di un livello pilota: in palio bolidi e cospicue somme di denaro, con queste ultime a rendere assai più semplice che in passato l'accumulo di ricchezze.

image
Il Cavallino Rampante è ben rappresentato in Forza 6, e c'è anche Monza.

E, parlando di IA, è impossibile non citare i Drivatar, perno attorno al quale ruota la filosofia simulativa della serie Forza e confermati come protagonisti della scena in questo nuovo capitolo. Forza Motorsport 6 è un gioco difficile, non per tutte le stagioni, e lo deve all'intelligenza artificiale, che tanto artificiale non è. Turn 10 ha lavorato duro per mettere a frutto ogni singola sfaccettatura di questa tecnologia legata al cloud, ampliando la gamma di livelli di difficoltà e regolamentandone i comportamenti a seconda dei gusti dei gamer. Se vogliamo che l'avversario non sia scorretto come lo siamo noi, cosa ancora più scorretta, possiamo limitarne l'aggressività e abbassarne le skill al volante selezionando quelle che preferiamo in un articolatissimo ventaglio di opzioni, a prescindere dai classici aiuti alla guida.

Spinto all'ennesima potenza, il sistema dei Drivatar è in grado di riprodurre fedelmente i comportamenti degli esseri umani, portando in pista concorrenti che hanno i nostri stessi punti di forza e, inevitabilmente, le nostre stesse debolezze. Così come fareste nel multiplayer, quindi, state sul pezzo fino all'ultima curva dell'ultimo giro, perché l'errore, il calo di tensione o il piede alzato dall'acceleratore per evitare rischi inutili sono all'ordine del giorno, e non finiranno mai di sorprendervi ed eccitarvi come se stesse correndo davvero contro un essere pensante.

Per un pilastro che rimane tale e si arricchisce di sfumature, altri ritocchi più o meno leggeri, ma sempre molto graduali, sono stati applicati al Forza Motorsport che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi dieci anni. Si è passati da un modello di gioco tuning-centrico, che ruotava cioè intorno alla personalizzazione estetica e meccanica del mezzo, ad uno che gira e rigira tenendo fisso lo sguardo sulla macchina vista e intesa come una divinità: in quest'ottica ha un senso Forzavista, degno di un autentico concessionario, hanno un senso i danni (non più decurtati dalla vincita) ridotti all'osso che, complici i capricci delle case produttrici, talvolta rompono la magia proponendo delle auto appena ammaccate dopo schianti a 300 km/h e l'acquisto di vetture già pronte per l'uso, a cui non serve mai il nostro savoir-faire di meccanici consumati per scalare la classifica.

Pad alla mano, con l'adrenalina che scorre nelle vene e il tasso di difficoltà che rende più appetitosa ogni curva, si fa fortunatamente meno fatica a riconoscere che questo non è altro che uno step evolutivo del franchise di Microsoft: la prima "avvisaglia" era giunta con il potenziamento rapido, che toglievano un peso a quanti non volevano confrontarsi con messe a punto e assetti, mentre oggi i gioiellini di Audi, Ferrari, BMW e tutte le altre a seguire arrivano già al limite della loro classe, rendendo di fatto impossibile anche il semplice applicarvi un alettone o una minigonna.

Il circuito di Rio, con i suoi panorami tra l'urbano e il selvaggio, è una delle new entry.
Il circuito di Rio, con i suoi panorami tra l'urbano e il selvaggio, è una delle new entry.

Tra vecchio e nuovo si inserisce l'aderenza: in ogni Forza Motorsport si fa un gran parlare di scaldare gli pneumatici, di tenerne d'occhio la temperatura e via discorrendo, ma mai come stavolta il gioco richiede una grossa attenzione a questo particolare, pena il dritto in curva e l'uso forzato del maledetto tasto Rewind. E non è semplice come sembra, perché l'aderenza dipende pure dal tipo di tracciato che si sta percorrendo; con una vettura sportiva, ad esempio, Rio è un vero e proprio incubo, coi suoi sali e scendi scoscesi: dall'inizio della discesa alle protezioni in gomma è davvero un attimo. E il brivido dell'imprevedibilità è sempre un brivido piacevole.

Il vecchio, in questo caso, è rappresentato dalle piste propriamente più datate del franchise, quelle che, più delle nuove, si prestano a trucchetti come il taglio indefesso della curva. Su tracciati che hanno storicamente sofferto questo problema, come il caro vecchio Road Atlanta, Turn 10 si è cautelata piazzando delle barriere di gomma ma, le ho testate nel single-player sudando freddo per il comparto multigiocatore, è evidente che queste non sono abbastanza per scoraggiare i piloti meno avvezzi al fair play. Rallentamenti e penalità avrebbero fatto più al caso di questo gameplay.

Da un punto di vista grafico, le portate principali sono le corse di notte e sotto la pioggia battente. Com'è stato riportato qualche giorno fa, Forza Motorsport 6 non ha alcuna incertezza quando si parla di frame-rate, né sotto il sole cocente, né sotto il più tipico degli acquazzoni. L'impatto visivo è dei migliori in entrambe le condizioni e, fedele al detto per cui anche l'occhio vuole la sua parte, le trovo delle introduzioni più che necessarie, dovute a questo punto del ciclo vitale del marchio. Fanno un po' storcere il naso i dettagli ancora a 30fps all'interno dell'abitacolo: le gocce che ticchettano sul parabrezza, così come l'ambiente circostante nello specchietto retrovisore, vanno a metà dei fotogrammi del gameplay regolare e iniziano a stridere.

Nell'attesa della prossima tappa (la neve?), godiamoci quindi l'implementazione della pioggia, che ha un significato ben oltre il mero aspetto estetico. Quest'ultima, infatti, ha il merito di imporsi come vera e propria mina vagante nonostante l'assenza di alternanza in real time tra sole e maltempo: cambiano le carte in tavola con la pista bagnata e, soprattutto, si formano delle sostanziose pozze d'acqua che, se colpite, danno uno scossone all'auto e la rendono pressoché incontrollabile - un disastro, in curva. Il fenomeno dell'aquaplaning entra nel mondo dei videogiochi, ed è bello vederlo applicarsi non soltanto sul nostro pilota ma pure sui suoi poveri rivali.

Supercar sfrecciano per la prima volta sotto la pioggia incessante.
Supercar sfrecciano sotto la pioggia incessante.

Scendendo ulteriormente nel dettaglio, il racing da Redmond offre un comparto tecnico di prim'ordine nel genere, sebbene rimanga qualcosa da fare sul senso di velocità con i gioiellini meno performanti e l'aliasing resti un tallone d'Achille. È interessante notare come, per offrire una maggiore dinamicità, Turn 10 abbia pescato a piene mani dalla tradizione degli arcade, ricorrendo ad espedienti quali l'elicottero che svolazza sui percorsi o folate di vento che alzano pericolose cortine di sabbia a Laguna Seca. Allo stesso modo, ad esempio a Praga, lo studio statunitense ha gradevolmente optato per un effetto foschia in alcuni punti per dare più corpo all'immagine.

Una nota conclusiva sul multiplayer: nei giorni precedenti alla recensione di TMAG.it, ho avuto modo di giocare diverse sessioni con colleghi sparsi per il globo grazie alle sessioni fissate da Microsoft e comprendenti pure membri della stessa software house. Tutto si è svolto regolarmente, evidenziando, specie adesso che le stanze arrivano ad un massimo di venti, il comparto multigiocatore di ogni titolo automobilistico necessita della "collaborazione" dei giocatori per fornire il grado di divertimento immaginato dagli sviluppatori.

Sfortunatamente, non abbiamo potuto testare la funzionalità delle Leghe, per il momento "chiuse": al lancio del gioco, queste daranno la possibilità agli utenti di partecipare a lobby programmate che rimarranno online per un dato periodo di tempo. Ciascuna lobby sarà basata intorno ad una peculiarità come, ad esempio, la classe e consentirà ai partecipanti (accomunati dal livello delle skill) di ottenere punti in base alle prestazioni che riusciranno a completarvi. Alla fine della lega, i punti andranno a sommarsi e determineranno la posizione complessiva del giocatore nella leaderboard generale. Un'idea semplice ed efficace che avremo cura di testare nei prossimi giorni.

Tirando le somme, Forza Motorsport 6 è una produzione per veri appassionati di automobilismo e di giochi che, centrati sui bolidi più esotici e competitivi, siano capaci di offrire su console un'esperienza decisamente hardcore. La bellezza visiva e ludica è assolutamente fuori discussione, così come la portata delle novità: stiamo parlando di una serie che, pur uscendo da un'iterazione non applauditissima, ha saputo ritrovarsi e riformularsi basando la propria offerta su un numero ragguardevole di capisaldi, e su una mole contenutistica da fare invidia. L'appuntamento con il perfect score è soltanto rimandato, possibilmente a quando Forza Motorsport non metterà su due binari diversi vecchio e nuovo, ma concilierà l'apertura al mercato di massa con lo spirito del capostipite. Nel frattempo, avete l'opportunità di riflettere sulla vostra voglia settembrina di misurarvi con un mastodonte simile o con la sua versione "giovanile" Forza Horizon 2.

[header_banner]