Colonia - Game of the show? In pectore sì, nei fatti no. The Witcher 3: Wild Hunt si è mostrato al pubblico troppo timidamente - o forse non l'ha proprio fatto - per portarsi a casa un premio che è andato al ben più sbarazzino Evolve, faccia tosta anche dopo il recente rinvio al mese di febbraio e ogni onore di sorta.

Ma quello che abbiamo visto nel booth di CD Projekt Red, nell'area orgogliosamente privata e riservata alla stampa durante la Gamescom 2014, è stato qualcosa di spettacolare pur nella sua fiera "tradizionalità". Probabilmente è pure un peccato definirla così e magari è sbagliato, perché The Witcher è un franchise nato praticamente un decennio fa nelle menti del team polacco - sette gli anni spesi sul primo episodio, come avrete modo di leggere più avanti - ed è lecito che, tra un perfezionamento e l'altro, possa sembrare (gradevolmente) familiare.

Altro paio di maniche è che lo stesso studio riconosca che l'epopea di Geralt, uno dei personaggi più carismatici e proliferi del mondo videoludico, si stia esaurendo e giungerà a compimento con questo Wild Hunt. Una cosa non da poco, anzi, da pochi.

Cerchiamo di capirne di più, sull'universo - più che mondo - di The Witcher e sulla demo mostrata prima alla stampa, poi al pubblico del mighty The Witcher 3: Wild Hunt con la nostra intervista a Stan Just, producer del gioco. Buona lettura.

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TMAG.it - Cominciamo subito con una domanda un po’ scontata: siamo al terzo capitolo, sarà il migliore della serie?

Stan Just - Decisamente sì. Abbiamo utilizzato tutta l’esperienza che abbiamo tratto lavorando alla serie utilizzando anche una versione aggiornata e migliorata del nostro engine, insieme ovviamente ai migliori hardware e software a disposizione degli sviluppatori per i giochi di nuova generazione. Quindi sì, sarà il migliore The Witcher di sempre.

TMAG.it - Sarà l’ultimo The Witcher a cui lavorerete?

Stan Just - Sì, ogni grande storia ha una fine. Questa sarà la fine di una trilogia e sarà epico.

TMAG.it - La fine di una trilogia… Ci stai quindi suggerendo che sarà la fine della storia di Geralt, ma non dell’universo di The Witcher?

Stan Just - La storia di Geralt terminerà con il terzo capitolo, ma non abbiamo ancora piani per i futuri sviluppi della serie.

TMAG.it - Probabilmente vi focalizzerete esclusivamente su Cyberpunk 2077 per un po’ di tempo, vero?

Stan Just - Spero proprio di sì.

TMAG.it - Una delle cose che amiamo di più di The Witcher è l’imprevedibilità: nel gioco non sai mai cosa capiterà, non sai mai come reagire di preciso e quali saranno le conseguenze delle tue azioni. Nel terzo episodio avete spinto ancora di più l’acceleratore su questi aspetti?

Stan Just - Direi di sì, perché le scelte, le quest e le conseguenze che sono disponibili per il giocatore sono gigantesche, sono enormi. Ci sono centinaia di missioni e migliaia di scelte da prendere in un solo gioco. Questo ci permette di offrire anche una grande rigiocabilità, in modo da permettere al giocatore di sperimentare più strade invece di sceglierne una sola. Sicuramente ci sarà molto da esplorare e da fare e a ogni playthrough si avrà un’esperienza sempre migliore.

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TMAG.it - Durante la presentazione abbiamo avuto l’occasione di guardare con i nostri occhi l’incredibile vastità del mondo di gioco. È enorme, forse più di quello di Skyrim. Anche sotto questo aspetto il gioco sarà imprevedibile? E i personaggi non giocabili? Lo saranno anche loro?

Stan Just - Sicuramente. Le persone che il giocatore incontrerà vivono la propria vita, abbiamo messo molto impegno nella creazione di un mondo che sia credibile e vivo, oserei dire viscerale. Ogni quest e ogni incontro all’interno del mondo di gioco è stata “lavorata artigianalmente” per arrivare ad un gameplay immersivo: il giocatore non si troverà mai ad attraversare una foresta anonima e randomizzata senza alcuno scopo, ci sarà sempre qualcosa da fare. Vogliamo tener vivo l’interesse in ogni situazione.

TMAG.it - The Witcher 3 è un grande progetto, anche dal punto di vista grafico. Parlando proprio di questo aspetto ti chiediamo: come sarà il gioco su Xbox One e PlayStation 4?

Stan Just - Il gioco sarà lo stesso su tutte le piattaforme. Non ci sarà alcuna differenza, l’esperienza sarà uguale anche su console.

TMAG.it - In che stato di avanzamento era la demo che abbiamo visto poco fa? E su che piattaforma girava?

Stan Just - La demo che avete visto è in fase beta. Era semplicemente una piccola porzione di una quest che abbiamo scelto di mostrare, in questo caso in versione PC.

TMAG.it - In alcuni frangenti abbiamo notato qualche incertezza nel frame rate. Non sono problemi che vedremo nella versione finale del gioco, giusto?

Stan Just - Nessuna delle incertezze tecniche che avete visto farà parte del gioco finale. Stiamo lavorando su questi aspetti proprio ora. Abbiamo da poco terminato i lavori sul gioco e ci stiamo focalizzando sull’ottimizzazione e la rifinitura dell’aspetto visivo. Posso assicurarvi che già ora ci sono dei miglioramenti nelle performance rispetto a quanto avete visto nella demo poco fa.

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TMAG.it - In alcuni frangenti gli sviluppatori presenti durante la demo hanno parlato della pressione e le aspettative dei fan sul gioco. Come avete gestito questi aspetti crescendo come studio negli ultimi anni?

Stan Just - Mi piace pensare alla cosa non come una pressione, ma una motivazione per fare sempre meglio. Lavorare a un gioco di questa portata, sopratutto in questa fase in cui dobbiamo ripulire e perfezionare il tutto, è molto stancante, ma leggere i commenti degli appassionati e le reazioni della stampa è molto motivante per noi. Sono tutte cose che ci rendono molto più energici sul lavoro.

TMAG.it - Probabilmente The Witcher 3 era il gioco giusto per concludere il vostro processo di crescita.

Stan Just - Esatto. Abbiamo lavorato ben 7 anni sul primo The Witcher, abbiamo versato sudore e lacrime, ma fortunatamente è stato un successo che ci ha permesso di crescere e arrivare dove siamo ora.

Felice Di Giuseppe ha collaborato alla stesura dell'intervista.

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