[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Ha sbancato la Gamescom 2014 portandosi a casa il premio di miglior sportivo della feria, facendo registrare ingressi da record e tornei a bizzeffe al booth pubblico di Konami. PES 2015 ha tutte le carte in tavola per uscire dalla crisi più profonda che abbia mai colpito questo franchise, e l'ha dimostrato proprio in occasione della manifestazione tedesca: curioso, certo, lo stia per fare con Xbox One e PlayStation 4. L'ennesima dimostrazione che quella scorsa è stata una generazione fallimentare per lo sviluppatore nipponico.

Sarà, allora, l'anno della resurrezione? In autunno PES 2015 sbaraglierà la concorrenza agguerritissima di FIFA 15? O anche stavolta l'editore giapponese ci gabberà alla grande e ci rifilerà il solito pacco videoludico?

Considerando quanto sia presto in vista dell'uscita del titolo, a tutte queste domande è bene evitare di rispondere adesso - il rischio cantonata è sempre dietro l'angolo - ma le indicazioni che arrivano da Colonia rappresentano un inizio più che positivo.

Il tentativo di tornare alle origini del franchise lo si scorge guardando alcuni accorgimenti, come ad esempio il posizionamento della barra dei nomi (un buon indicatore in fase di stanchezza) in basso sullo schermo. Inutile dirvi quanto sia fondamentale, specie quando ci sarà da preservare delle energie e coinvolgere giocatori più freschi.

I calciatori tornano ad esprimere emozioni attravero i propri volti, confermando non solo una tendenza verso l'espressività dei professionisti in campo già apprezzata in FIFA 15 ma anche la presenza di un set di animazioni facciali piuttosto rilevanti e accurato.

Forse queste sono un tantino troppo plateali e spesso non corrispondenti alla realtà: mi è capitato di far espellere il povero Andrea Pirlo e vederlo dimenarsi come un ossesso, cosa che lui, stylish e controllato, non avrebbe fatto mai. Peccato di gioventù del sistema di assegnazione delle reazioni, suppongo: se così fosse, ne risentiremo parlare nei prossimi anni.

Contribuisce a questo (finora, mezzo) successo un comparto grafico completamente nuovo, offerto nella gloria dei tanto agognati 1080p60. Il ritmo basso del gioco non fa notare i 60fps durante le azioni quanto nelle scene d'intermezzo, finalmente prive dei crolli di frame-rate imbarazzanti che le avevano contraddistinte nelle ultime iterazioni: PES 2015 non si perde mai un frame, e questa è già una (ottima) notizia.

Quanto all'impatto visivo sic et simpliciter, il titolo presenta un colpo d'occhio molto gradevole, luminoso e credibile specie per le fattezze delle star in campo, e dei loro kit da gioco. Gli stadi sono riprodotti con cura maniacale per il dettaglio, sebbene debbano cedere il passo sui tifosi - ancora scarno il loro aspetto - e sul loro comportamento complessivo rispetto agli avvenimenti in campo.

Ricevuti i (tutto sommato) buoni input dal punto di vista grafico, tocca ora all'impianto strutturale del gameplay, quello che aveva bisogno di una maggiore svecchiata in confronto ai predecessori. PES 2015 appare innanzitutto meno cervellotico: fino a qualche mese fa sembrava di aver a che fare quasi con un picchiaduro, col suo set di mosse e trucchetti da imparare per avere successo. La learning curve sembra ancora più ripida rispetto al concorrente FIFA, quindi se amate il lato "simulativo" della produzione non ne resterete delusi, ma l'impressione è che il franchise ne abbia guadagnato in immediatezza e comprensibilità.

Soprattutto, i movimenti dei calciatori sono ora più rapidi e realistici, togliendo se non tutto almeno in parte quel fastidioso effetto moviola che Konami imponeva chissà perché all'azione. Ne beneficiano gli spostamenti laterali sul campo e il dribbling, impattando come potete immaginare sull'evoluzione di un match non più fatto di passaggi in profondità un po' casuali.

A questa rapidità fa da contraltare una sensazione piuttosto sgradevole di staticità dell'intelligenza artificiale, che raramente, se non quando chiamata in causa con le triangolazioni, si fa coinvolgere nel prosieguo dell'azione o contribuisce a fare muro nelle operazioni offensive dell'avversario. A ben vedere questo, insieme a colpi di testa dalla fisica non troppo credibile e la "scia" da seguire nei calci d'angolo, potrebbe rappresentare un ostacolo di non poco conto per la riuscita del gioco in fase passiva e di ripresa.

Degno di nota il miglioramento del comportamento dei portieri: questi sembrano assai più reattivi sulle palle basse, lacuna storica di Pro Evolution Soccer, e si spendono in azioni gradevoli anche da vedere, sebbene ancora lontane dalla dovizia di particolari promessa da FIFA 15. La speranza è che non siano limitate ai portieri più dotati come i Neuer e Buffon visti durante la prova di TMAG.it, e che proprio loro non vengano meno con "papere" evidentemente poco realistiche nel bel mezzo degli incontri.